Studenti alla scoperta dei sotterranei cittadini: succede a Todi

Per comprendere gli antichi metodi di urbanizzazione e costruzione: il progetto dei geometri della Media valle e del Collegio di Perugia

TODI (Perugia) – Nell’ambito del progetto ‘Piedi asciutti – Piedi bagnati’, promosso dall’Associazione geometri Media Valle del Tevere in collaborazione con il Collegio dei geometri della provincia di Perugia, i ragazzi delle quinte classi della scuola primaria tuderte di Portafratta hanno avuto l’opportunità di esplorare la Todi sotterranea, inoltrandosi sotto piazza del Popolo alla scoperta delle cisterne romane. Dopo una lezione teorica che ha messo in evidenza le peculiarità dei sotterranei cittadini e la metodologia di raccolta delle acque, lo speleologo Maurizio Todini ha condotto i giovani studenti a ‘toccare con mano’ gli antichi metodi di urbanizzazione e costruzione.

«La categoria dei geometri – commenta il presidente del collegio di Perugia Enzo Tonzani – è da sempre impegnata in sinergie con il mondo scolastico. L’obiettivo è, innanzitutto, quello di contribuire alla formazione civica delle giovanissime generazioni. Inoltre, abbiamo la consapevolezza dell’importanza della nostra professione per la società e di quanto questa sia indispensabile per una corretta gestione del territorio; per questo, lavoriamo affinché i ragazzi si avvicinino e si appassionino alle nostre materie di competenza».

Quarta giornata di sette, l’iniziativa si pone l’obiettivo di far comprendere agli alunni che nulla è dovuto al caso e che quasi tutta la realtà che li circonda, dalle forme del paesaggio agli insediamenti umani fino alle catastrofi ambientali, è riconducibile all’atteggiamento con cui l’uomo si è posto nei confronti dell’ambiente che lo circonda. «Ci interessa – spiegano i professionisti promotori del progetto Massimo Barcaccia, Daniela Crisanti e Giampiero Grossi – mettere in atto un sistema continuo e costante di inserimento di questo approccio in tutte le discipline scolastiche ed extrascolastiche, perché riteniamo che ciò possa cambiare in meglio la consapevolezza dei nostri figli sulla realtà che circonda».