«Strade e voragini, quella volta che organizzammo il Festival delle buche»

Il tappabuche
Il tappabuche

Perugia, il ricordo del concorso fotografico che metteva in palio pale e asfalto. E la proposta del Tappabuche “rubata” a Spoleto

di Gino Goti

PERUGIA – Le buche sulle strade ci sono da sempre, se poi è il tempo atmosferico, con i suoi sbalzi termici e idrici, a infierire sulla cattiva qualità dei materiali di copertura dei manti stradali, magari realizzati sopra a un massetto anch’esso di scarsa qualità i problemi e i danni si amplificano.

Nel non lontano 2013 si propose a Ponte San Giovanni di organizzare un “Festival delle buche” con ricchi premi a chi avesse proposto la foto più significativa: premi in palio forniti da un’azienda locale di materiali edili e stradali: sacchetti di catrame pronto-uso, badili, pale, picconi, guanti da lavoro. Ci fu il risentimento di un allora consigliere comunale contro il “cittadino” che si era permesso di proporre (lui diceva ironicamente) questo festival. Non era “ironia” era proprio un progetto con tutti i dettagli di una serata in cui esporre e premiare le foto più “belle”. L’idea consentì di individuare che il comune di Spoleto si era dotato di un mezzo “tappabuche” gestito da due operai e con catrame e attrezzature per “tappare”, momentaneamente, buche sulle strade del comune. Un mezzo costruito in Olanda o in Danimarca richiesto al comune di Spoleto per una dimostrazione a Torino (a spese della ditta costruttrice). Forse la notizia sfuggì agli amministratori comunali dell’epoca ma che torna di attualità visto lo stato attuale delle strade.

Il “tappabuche” sarebbe certamente più professionale del camioncino con autista e due operai, uno con bandierina segnaletica di pericolo e uno con pala a prendere il catrame dal cassone, posarlo sulle buche (piene ancora di acqua piovana) e pressarlo con due colpi di pala. Il risultato? La prima auto che vi transita schizza via il catrame sulla carreggiata e la buca torna a riapparire. Emergenza sì, ma almeno con mezzi e con tempi (atmosferici) più favorevoli per sanare, momentaneamente, un pericoloso difetto del manto stradale.