Assisi. «Sono un pugile». E sfonda il portone a pugni. Sputi e spintoni anche ai poliziotti che lo arrestano

ASSISI (Perugia) – Urla, minacce di morte alla compagna e sputi e spintoni ai poliziotti. Tensione e paura la scorsa notte alla periferia di Assisi, quando intorno all’una una donna ha chiamato il 113 perché il proprio compagno non convivente stava cercando di sfondare a pugni il portone della propria abitazione.

Giunti immediatamente sul posto, gli agenti del commissariato di Assisi, diretti da Francesca Di Luca, hanno trovato la porta d’ingresso aperta con l’infisso divelto e dietro la porta vari mobili che la donna aveva lì collocato per opporre resistenza all’abbattimento della porta.
Nella stanza, un uomo in evidente stato di alterazione inveiva con insulti pesanti e minacce di morte contro la sua compagna e contro un uomo che a causa dell’evento era stato colto da malore. Alla scena ha assistito anche il figlio minorenne della donna.
Nonostante la presenza degli agenti arrivati in casa, l’uomo non si è fermato. Invitato più volte a fornire le proprie generalità, si è rifiutato continuando ad accusare i presenti con sempre maggiore veemenza e cominciando a minacciare di morte gli stessi poliziotti vantandosi di essere un bravo pugile.

Dopo uno sputo e un violento spintone ad uno dei due poliziotti, al fine di trattenere la violenza dell’uomo sfociata nell’aggressione fisica, gli agenti lo hanno bloccato. Nonostante la limitata possibilità di movimento, è pero riuscito a scagliarsi nuovamente contro un agente di polizia e contro l’altro uomo trovato all’interno dell’abitazione con la sua compagna.
Trascinato con difficoltà verso l’esterno, l’uomo è stato portato in commissariato dove ha continuato ad inveire con minacce ed insulti di ogni tipo contro i poliziotti, uno dei quali ha riportato una distorsione del collo per una prognosi di 10 giorni.

L’uomo, identificato in un 47enne di Ancona pluripregiudicato e in regime di affidamento ai servizi sociali, di professione cuoco, è stato arrestato per
resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per i reati di violazione di domicilio, danneggiamento aggravato, minaccia e lesioni personali.
Nel corso dell’udienza di convalida tenutasi l’indomani, il giudice – valutata la gravità del fatto commesso e la presenza di più di un precedente specifico a suo carico – ha disposto per l’uomo, che ha ammesso di aver agito sotto un impeto di gelosia, la misura cautelare degli arresti domiciliari.