I motivi li spiega in un lungo post su Facebook il direttore del TG de La7 che insieme al Corriere della Sera ha raccolto i fondi per la realizzazione del centro

di Enrico Mentana
(post su Facebook)

Come forse saprete mi sono molto esposto sulla vicenda, che reputo vergognosa, del sequestro del centro polifunzionale che abbiamo donato a Norcia dopo il terremoto. Voglio spiegarvi bene la storia e il motivo della nostra protesta.

  1. A seguito del terremoto del centro Italia abbiamo riattivato l’iniziativa “Un aiuto subito”, che da vent’anni porto avanti con il Corriere della Sera. Abbiamo raccolto 8,7 milioni di euro grazie alla generosità di telespettatori e lettori
  2. Lo scopo della raccolta anche in questa occasione era di poter subito essere di aiuto alle comunità colpite dal sisma, col vantaggio di disporre di fondi privati immediatamente spendibili
  3. Abbiamo agito in pieno accordo con il commissario straordinario e il dipartimento della protezione civile, e in stretto contatto con i sindaci dei comuni interessati
  4. Abbiamo coinvolto uno dei principali architetti del nostro paese, Stefano Boeri, che ha progettato e controllato l’edificazione di prefabbricati rigorosamente costruiti in funzione antisismica, secondo le priorità territoriali e di utilizzo concordate con i rappresentanti delle comunità e le autorità preposte al soccorso e alla prima ricostruzione
  5. Tra questi edifici c’è anche il centro polifunzionale di Norcia, ideato come cabina di regia delle emergenze e luogo di accoglienza per la popolazione, in caso di nuove scosse, 600 metri quadri, inaugurato il 30 giugno 2017 e usato, ogni giorno, da anziani, associazioni, volontari e sede delle riunioni del consiglio comunale e come centro operativo della protezione civile
  6. Per ovvi motivi il centro sorge nella vallata all’esterno delle mura di Norcia, città tuttora gravemente lesionata dal terremoto,
    nel punto più facilmente raggiungibile in caso di evacuazione e vicino all’imbocco della strada di uscita dal comune, e dove in emergenza le autorità locali, il commissario straordinario e la protezione civile hanno convenuto dovesse sorgere l’opera
  7. Il padiglione non è costato un solo euro allo stato, alla regione o al comune. E’ il frutto del vostro aiuto e del nostro lavoro, non è mai stato utilizzato per iniziative a scopo di lucro ed è totalmente smontabile se evenienze imponderabili lo rendessero necessario
  8. Il centro ha avuto un ruolo tangibile per la reazione della comunità di Norcia, anche come segno della solidarietà e della voglia di rinascere
  9. Nonostante questo – incurante dell’emergenza e dell’eccezionalità della situazione – la magistratura inquirente di Spoleto, competente per territorio, ha avviato un’inchiesta con l’ipotesi di abuso, per aver edificato un’opera non temporanea ma permanente, e quindi non compatibile con le norme paesaggistiche di quell’area
  10. Si così arrivati, a mio avviso incredibilmente, all’avviso di garanzia per il sindaco di Norcia e per l’architetto Boeri, e soprattutto al sequestro dell’edificio “ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale”. Parliamo di Boeri come direttore di un’opera commissionata dalle autorità locali, dal commissario straordinario per l’emergenza sismica e dal dipartimento della protezione civile, realizzata a titolo gratuito dall’architetto con materiali acquisiti con i fondi della nostra sottoscrizione!
  11. Quando si rende necessario il sequestro preventivo, a norma di quell’articolo? “Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati”. C’è qualcuno al mondo disposto a sostenere che ricorresse questa necessità? Che necessità avevano i pm di sequestrare la struttura? Nessuna