Regione Umbria, mistero Smacchi. Giulietti e Todini per la segreteria Pd

Giampiero Giulietti e Andrea Smacchi
Giampiero Giulietti e Andrea Smacchi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il retroscena. Con l’incubo del nuovo partito di Renzi, i democrat si sfidano su tutto, anche sui traghettatori del dopo Leonelli (ma Pensi è scongiurato)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Regione e Pd dopo la disfatta elettorale del Pd e della sinistra tutta. I retroscena abbondano. Voci insistenti stanno facendo il giro dell’Umbria. Eccone una: la presidente Marini vorrebbe cancellare la presenza degli alleati infingardi socialisti della giunta regionale e prendersi Smacchi dai bocciani per incoronarlo ai trasporti. E con una fava prendere due piccioni. Dare una lezione ai socialisti e includere nel ristretto numero dei suoi fedeli un voto in più in consiglio regionale dove i mariniani non hanno la maggioranza.

La voce gira e rigira ma ci sono molti motivi per pensare che questa sia solo una fake news. Uno su tutti: con questi chiari luna qualcuno a sinistra può forse permettersi di fare il primo della classe? Più interessante la sfida per la segreteria regionale del partito, tenendo presente che da Roma, un giorno e l’altro anche, arrivano voci dal sen fuggite del dimissionario segretario Renzi pronto a tirare fuori dal cassetto il simbolo per fare il suo partito nuovo e lasciare andare alla deriva, alla sua sinistra, il Pd. Anche se tutto questo non avvenisse comunque è un incubo notturno per tutti i naviganti democrat umbri, costretti a non sbagliare i calcoli per non rimanere fuori dai giochi.
E allora: il primo scoglio è la reggenza che traghetterà il partito dopo le dimissioni del segretario regionale Leonelli. I pochi leonelliani rimasti pare abbiano fatto quadrato per mantenere nella terna dei reggenti almeno ghePensi-mi, Andrea Pensi, il sindaco della cittadina umbra, Gualdo Cattaneo, dove la Lega ha fatto man bassa di consensi. Tentativo fallito, a quanto pare. Anche per De Rebotti, che alcuni volevano inserire, ci sono problemi. Primo: ha troppi impegni (l’Anci, Narni). Così si esaurisce e già che ha una naturale espressione abbattuta, da trasporto funerario, non aiuterebbe la sinistra a uscire dalla depressione attuale. E poi tutte quelle foto col sindaco Di Girolamo che ha lasciato Terni, la città di cui è stato sindaco finchè ha potuto, in default, dimostrano che non ha talento per fare i casting. Se sceglie con lo stesso criterio stiamo freschi.
Il terzo reggente doveva essere un consigliere regionale, ma perché invece non si ricomincia dal popolo, in questo caso il popolo del Pd, che la Marini dice di voler ascoltare di più? Non va dimenticata anche la necessaria presenza di una donna. Da escludere però Wonderwoman Dorillo che è, come dice la parola stessa, una superdonna.

Se il Pd supera indenne lo scoglio della reggenza, ecco che già si stagliano all’orizzonte i candidati veri per prendere il posto del mai abbastanza compianto (dalla Lega) Leonelli. La presidente Marini vedrebbe benissimo Giampiero Giulietti – questa non è fake news – candidato a tutto. Li lega la devozione a Orfini e un passato da giovani turchi. Come dite? Sembra un po’ usurato? Possibile. Ma anche l’altro attuale potenziale pretendente Alfio Todini, sindaco in Marsciano, ha passato una vita a essere la risorsa del partito fino a invecchiare da eterna promessa. Forse bisogna cercare altrove. Per carità, però, non Paolo Polinori, segretario a Perugia e che adesso i perugini vogliono cancellare dopo
averlo acclamato come federatore pochi mesi fa. Il Polinori, come si sa, non è forte in matematica: voleva mettere tre candidati avendo solo due seggi a disposizione. Con uno così i conti non torneranno mai.