Un ragazzo problematico: il responsabile, residente a Gubbio, è stato rinchiuso in comunità. A suo carico già 9 procedimenti per aggressione, resistenza e reati di droga

Dan. Cib.

GUALDO TADINO (Perugia) – Diciassette anni e già tanta rabbia in corpo da non riuscire a contenerla. Diciassette anni, e già nove procedimenti a suo carico per reati di droga, aggressione, resistenza. Diciassette anni ma questa volta, quella di troppo, la minore età non gli ha risparmiato il confronto con le proprie responsabilità.

I carabinieri della compagnia di Gubbio, dove il ragazzo risiede, e quelli della stazione di Gualdo, dove si è consumata la sua ultima follia, lo hanno preso e accompagnato – in via cautelativa, su disposizione del Gip, Arcella – in una comunità per minori dove è attualmente confinato e dove si spera potrà essere recuperato.

Perché perdersi è un attimo a 17 anni. Ma poi bisogna ritrovarsi se si vuol vivere in società. La misura cautelare è scattata dopo che il giovane, originario dell’Est Europa, ha colpito al volto un altro ragazzo con una testata e due pugni che gli hanno fracassato la mandibola e rotto un dente. Lesioni permanenti secondo i medici, che in un primo referto avevano sottostimato la gravità dell’offesa ma che poi, su invito dei militari, hanno nuovamente valutato il danno e perciò rivisto la diagnosi: masticazione compromessa per sempre; lesioni permanenti, appunto.

È successo tutto il 24 settembre scorso, a Gualdo Tadino. Ci sono i Giochi de le Porte e, magari un bicchiere di troppo o una parola nel momento sbagliato, la scintilla della violenza si accende. A farne le spese è un 26enne italiano, un gualdese di origine cubana. La denuncia è scattata due mesi dopo l’aggressione. Forse anche perché, riferiscono, per quanto giovane l’autore è già da tutti considerato un bullo, un violento del quale è bene evitare rabbia e possibili ritorsioni.

Ora è in comunità. Dove i servizi sociali che lo stavano seguendo gli avevano già consigliato di recarsi spontaneamente e dove stavolta, invece, è finito suo malgrado a causa delle gravi ferite riportate dalla sua (ultima) vittima. La denuncia è proseguita d’ufficio. E adesso sta a lui riuscire a inserirsi, come non è ancora stato capace di fare – alle spalle due allontanamenti da altrettanti istituti scolastici -, in quel tessuto sociale in cui, parole della famiglia, contenute nell’ordinanza del Gip, «non ha voluto integrarsi».

I dettagli dell’operazione sono stati illistrati questa mattina dal tenente colonnello Carlo Sfacteria, dal capitano della compagnia di Gubbio, Piergiuseppe Zago, e dal comandante della stazione di Gualdo Tadino, Simone Mattei.