La presentazione dell’opera in una affollata sala dei Notari con oltre 500 persone

PERUGIA – Una testimonianza, il racconto di una coppia che ha fatto del ‘noi’ la sua felice scelta di vita, guidata dalla fede. Cristina Righi e Giorgio Epicoco hanno così raccontato la loro storia d’amore e il cammino fatto insieme in un libro, presentato in un’affollata Sala dei Notari a Perugia con tanti amici della coppia che hanno fatto sentire il loro calore e il loro affetto. ‘Noi storia di una chiesa domestica’ è il titolo del volume, la cui prefazione è curata da don Carlo Rocchetta e la postfazione dalla giornalista Rai Costanza Miriano, presente all’incontro insieme agli autori, all’assessore alla famiglia del Comune di Perugia Edi Cicchi, a padre Mauro Angelini, direttore spirituale dell’Associazione AmarLui, e all’avvocato Rotale Carlo Fusco. Si è occupato di moderare gli interventi il giornalista Mario Mariano.

«Non sono una scrittrice di professione, tantomeno lo è mio marito Giorgio – ha spiegato Cristina Righi –, ma quando il teologo Robert Cheaib mi chiese di realizzare un libro non avrei mai potuto comporlo da sola, ma necessariamente in coppia. L’idea è stata di creare un’opera che trattasse della nostra storia, la nostra vita da quando ci siamo conosciuti fino a ora». Centotrenta pagine che in sette capitoli ripercorrono la storia di Giorgio e Cristina, dove la fede ha avuto un ruolo fondamentale tanto che ora svolgono l’opera cristiana di accompagnamento alle coppie. Sono inoltre madrina e padrino di battesimo di 46 bambini, figli di coppie molte delle quali non sono volute mancare a questo appuntamento.

Scrivere questo libro «è stato molto divertente – ha raccontato Giorgio Epicoco –, soprattutto perché ho fatto sentire la mia presenza a mia moglie, che, in realtà scriveva a quattro mani utilizzando anche le mie». Il noi è la parola che non soltanto dà il titolo al volume, ma ne racchiude il più profondo significato. «Ci siamo trovati in questa parola fatta di tre lettere, improvvisamente – ha proseguito Epicoco –, nel momento in cui abbiamo ritrovato un’altra parola fatta di tre lettere con la prima maiuscola, Dio». «Noi abbiamo sempre sperato – hanno concluso Giorgio e Cristina – di accendere speranza in chi ha perso la pazienza. La pazienza di attendere un oggi pieno di gioia».

«Vedere una coppia – ha commentato Miriano – che anche attraverso la fatica e qualche ammaccatura riesce non solo a ritrovare l’unione, ma anche a testimoniarla agli altri e desidera raccontarla in un libro rende tutto questo straordinario. Si tratta di un segnale importante per la nostra società, dove la famiglia è continuamente messa in crisi e in discussione. Il loro è il messaggio completamente opposto a quello che viene proposto nel pensiero dominante del ‘cerca te stesso, realizza te stesso’».

«Giorgio e Cristina sono davvero una bellissima coppia di sposi – ha sottolineato l’assessore Cicchi –, con i loro quattro figli costituiscono una solida famiglia. Oggi c’è assoluto bisogno di parlare di famiglia, siamo in un momento in cui questa istituzione così importante è in crisi, anche perché legata alla denatalità. La famiglia, nel momento in cui si forma, ma anche in itinere, deve essere aiutata, perché nel percorso della vita possono sempre accadere momenti di difficoltà. Il fatto che una coppia abbia testimoniato la vocazione di ‘essere famiglia’ rappresenta un esempio importante per tutti».