Minimetrò, “torzone” a chi non ha capito che è un progetto a metà

Il minimetrò
Il minimetrò

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Polemica per i manifesti con un termine che qualcuno ritiene un insulto. Ma il problema è che è un’opera incompiuta e quindi una sorta di brucomela. Giochiamoci

di Marco Brunacci

PERUGIA – “Torzone” a chi? Intanto: in slang perugino si intende per “torzone” un Tizio duro a comprendere. Lo dicono, sporgendosi da un manifesto attaccato ai muri della città, alcune signorine di svariate etnie a coloro – si immagina – che non usano il minimetrò. Qualcuno si è offeso. Facendo una fatica inutile, anzi: le polemiche seguite sono dimostrazione che la campagna pubblicitaria voluta dalla società MInimetrò ha funzionato, visto che se ne parla. Ma le chiacchiere qui – come altrove – servono a nulla.

Bisogna piuttosto mettere le cose in chiaro. “Torzone” è chi non ha capito che il progetto del minimetrò è un progetto a metà, fatalmente destinato all’insuccesso, perché, in partenza, non ha i numeri giusti per raggiungere da solo – senza iniezioni esterne – l’equilibrio economico.
Va ricordato a tutti quelli che si sbracciano intorno a questo termine perfino divertente che è “torzone”, che il minimetrò, nella città che ha vinto la scommessa delle scale mobili per prima in Italia, facendole passare per l’antica Rocca Paolina, doveva collegare due quartieri attraversando il centro storico. Il doppio del percorso attuale.

Questo che abbiamo non è il progetto del minimetrò come era stato immaginato, è solo la prima tratta. Perché non si è proseguito? Presto detto: la prima tratta è costata tanto e i soldi sono finiti in fretta. Ma per la seconda tratta non sono mai arrivati i finanziamenti e mai arriveranno, a quel che si capisce.
Quindi la scherzosa profezia del sindaco che inaugurò l’opera, Renato Locchi, si è avverata. «Se non va bene – vaticinò – vorrà dire che avremmo fatto il più grande brucomela d’Europa». Precisamente. A questo punto come si riescono a limitare i danni e arrivare a uno squilibrio economico non eccessivo? Oculata gestione, massima attenzione a ogni spesa, nessuna ricerca di colpevoli perché davvero qui non ce ne stanno o ce ne sono molti ma con altrettante valide giustificazioni perché comunque l’opera era innovativa e interessante sotto molti punti di vista. Sarà mai possibile pareggiare realmente i conti? O guadagnarci addirittura qualche spiccio? L’impresa è proibitiva, ma proviamo a dire.

Fotografiamo la situazione attuale: la giunta di centrodestra ha avuto in eredità una rogna mica male dalla giunta di centrosinistra, che pensava di fare il bis del successo delle scale mobili e non si è resa conto che con il solo tratto da Pian di Massiano ai Giardinetti il deficit sarebbe stato garantito in eterno amen. Cosa deve fare la giunta di centrodestra ora? Non dare dei “torzoni” ai perugini che non usano il minimetrò perché non sembra proprio il caso, prendere atto del non gradito lascito e cambiare registro, lavorare di fantasia, pura creatività. Sì, stavolta serve l’immaginazione al potere. Abbiamo un brucomela, non basta usarlo come mezzo di trasporto bisognerà anche giocarci, no?