Maurizio Bigio & Friends: oltre il “muro del suono” con il concerto 70×70

Perugia, lo storico musicista settantenne sul palco della Città della domenica con i successi degli anni Settanta in uno spettacolo con tanti artisti noti

PERUGIA – Maurizio Bigio, storico musicista perugino che negli anni ’70 realizzò i suoi primi dischi con la produzione ed i testi di Francesco De Gregori ed Edoardo De Angelis, riproporrà i suoi brani editi di quegli anni tratti dai suoi 45 giri e dal suo Lp ‘Rock Bigio blues’ (molto apprezzati dalla critica dell’epoca e che ebbero successo radiofonico in trasmissioni di culto come Alto Gradimento condotto da Arbore e Boncompagni e Supersonic la trasmissione più seguita di musica rock italiana e internazionale) insieme a molti personaggi dell’ambiente musicale perugino e umbro, oltre a presentare un cd di inediti. Sarà questo in sostanza lo show, tra musica, filmati e anche la danza, in programma venerdì 23 marzo alle ore 21 (ingresso 10 euro) dal titolo ‘Maurizio Bigio & Friends – 70 x 70 in concerto: a 70 anni i suoi brani anni ‘70’ alla Città della Domenica di Perugia. Il concerto è organizzato dall’Associazione Moon in June in collaborazione con la Fondazione ‘SergioPerLaMusica’ e con il patrocinio del Comune di Perugia.

Durante la serata, dopo avere avuto dalla SONY MUSIC ITALY l’autorizzazione alla ristampa dei suoi brani (ex IT/RCA), sarà presentato ufficialmente un cofanetto contenente 2 cd, di cui uno riproporrà il 33 ‘ROCK BIGIO BLUES’ contenete la versione integrale ed originale del brano rock jazz ‘Rock evoluzione’ ed un secondo cd contenete i brani tratti da tre 45 giri e che vedrà pubblicati per la prima volta anche i cinque brani inediti. Bigio chiuderà il concerto presentando al pubblico per la prima volta proprio questi pezzi inediti.

Sul palco suoneranno insieme a Maurizio molti personaggi dell’ambiente musicale perugino e umbro, nonché artisti che hanno fatto della musica la loro professione: Angelo Di Dio, Angelo Lazzari, Augusto Croce, Bernardo Romizi, Billy Shaker, Conny Rausch, Francesco Sargenti, Giancarlo Fox, Giovanni Sannipoli, Giuseppe Brunelli, Lanfranco Fornari, Lorenzo Abbondanza, Lorenzo Lotito, Luca Cipiciani, Marco Pellegrini, Nando Treggiari, Paolo Cutini, Riccardo Regi, Roberto Giuli, Roberto Rossi, Stefano Tofi, Tommaso Bigio, Top Hat Sisters, Vincenzo Lucattelli.

Insieme alla musica, e a foto e filmati che saranno proiettati come sfondo ad ogni brano, il Centro Studi Danza di Umbertide, diretto da Maria Paola Fiorucci renderà ancora più coinvolgente la serata con coreografie sulla musica di alcuni brani in esecuzione. Presenteranno Leonardo Malà e Nino Marziano.

La serata

Maurizio Bigio: «Prima di illustrare come si svolgerà il concerto voglio parlarvi di quello che, a livello di qualità del suono in sede di registrazione negli anni ’60 venne chiamato il “muro del suono”. L’ideatore di questo sound fu Phil Spector, musicista e soprattutto produttore tra i più influenti della storia della musica contemporanea. Spector partiva da questo concetto: perché nelle grandi orchestre la partitura del violino viene eseguita non da un solo strumento ma da una intera sezione di archi? Perché il suono unico resta piccolo e poco coinvolgente, mentre la sezione di archi crea una atmosfera magica pur sonando le stesse note. Per questo nelle sue fortunatissime produzioni usava 2/3 batterie, univa diversi tipi di tastiere, archi a profusione, faceva sovraincidere chitarre e altri strumenti, doppiava o triplicava cori ed anche la voce solista. Dopo essere stato l’ideatore dei primi gruppi femminile come le Ronettes e le Crystal, le sue tecniche vennero seguite dai Beach Boys (Brian Wilson lo adorava), i Beatles lo chiamarono per dare più suono al loro album Let it be – John Lennon lo volle per produrre “Imagine” ed usualmente raddoppiava la sua voce, i Rolling hanno sovrainciso più volte voci chitarre e cori, così tantissimi altri famosi gruppi hanno realizzato e realizzano tuttora le loro incisioni con la tecnica di Phil. Perché vi ho parlato di questo, perchè il concerto sarà svolto in modo del tutto innovativo proprio con questa tecnica. Per il pubblico sarà come entrare in sala di registrazione e sentire i numerosi musicisti presenti suonare sulle basi originali dei brano rafforzandone il suono ed arricchendo gli arrangiamenti. Questo consentirà di creare il famoso Muro del Suono e nel contempo di mantenere ancora intatto il sapore del sound anni ‘70 . E’ comunque da sottolineare che è esclusa qualsiasi forma di playback, tutti suoneranno e canteranno rigorosamente dal vivo.
Si potrà riascoltare il sound originale dei brani di Rock Bigio Blues che all’epoca era veramente innovativo: ‘avanti’, come hanno giudicato in molti, anche i più giovani musicisti che non erano neppure nati negli anni ’70 . I musicisti che saliranno sul palco hanno provato più volte i brani con me ed hanno dimostrato grande maturità perché per suonare con questa tecnica si deve essere bravi.

Ma non sarà un solo concerto, ma sarà un vero spettacolo con proiezione (dietro al palco) di filmati creati appositamente per ogni singolo brano, con foto e con alcune registrazioni audio di noti presentatori (come ad es. Arbore e Boncompagni) che annunciano le canzoni dei miei dischi nei programmi più importanti dell’epoca. Inoltre, il Centro Sudi Danza di Umbertide renderà ancora più coinvolgente Il concerto con coreografie appositamente studiate per accompagnare alcuni dei brani che verranno eseguiti nella serata. Non solo danza moderna, ma anche un innovativo connubio di danza classica (quella sulle punte) e il jazz. Insomma uno spettacolo da vedere che spero incuriosisca e stimoli l’interesse dei perugini a partecipare alla serata».

Maurizio Bigio & Friends
Maurizio Bigio & Friends

Maurizio Bigio

«La musica e le arti in genere (qualcuno avrà sentito parlare del mio libro “Il Liberty in Umbria” uscito a fine 2016) sono sempre state per me una grande passione, la mia attività nella musica è iniziata all’età di 12 anni con lo studio del pianoforte, poi soppiantato dalla chitarra, strumento simbolo del periodo del Rock, molti i gruppi giovanili creati sia a Perugia ( gruppo The New) che in altre città dove la mia famiglia si era trasferita seguendo la carriera professionale di mio padre. Se pure i miei gruppi ebbero sempre un buon successo, non era prevista una carriera discografica ,il mio percorso universitario era ,fin dall’inizio, mirato alla professione di Dottore Commercialista che ho poi svolto con passione fino a poco fa (ed ora, in pensione, torno a dedicare il mio tempo alle cose di arte).

Fu il caso ad inserirmi nel modo discografico. Nel 1971, un amico mi chiese di accompagnarlo con la mia chitarra per un suo provino come cantante alla IT /RCA a Roma, in attesa del nostro turno, mi sentirono strimpellare alcune mie canzoni interessarono un produttore che mi chiese se i pezzi fossero miei e se ne avessi altri. Ci fu una audizione con il direttore della IT ( Vincenzo Micocci ) e da lì si arrivò al contratto discografico come autore ed esecutore (il classico cantautore – termine inventato proprio da Micocci). Quali miei produttori artistici, vennero assegnati Edoardo De Angelis e Francesco De Gregori ed iniziai con loro una collaborazione, sia per le mie produzioni che per musiche destinate ad altri. Conobbi e frequentai gli artisti già inseriti nell’ambiente romano della IT ed RCA come Venditti, Cocciante, Zero, Minghi. Questo però significava che prima di me c’erano altri artisti da promuovere discograficamente e quindi avrei dovuto attendere il mio turno per avere un lancio nel mercato.

I dischi prodotti furono pertanto dei dischi promozionali destinati solo parzialmente alle vendite, ma soprattutto ai fini promozionali radiofonici ( al momento era scattata la fortunata operazione Venditti, De Gregori). I miei dischi furono accolti benissimo dai conduttori delle più importanti trasmissioni del momento che le inserirono nelle loro playlist e le critiche nelle riviste specializzate parlarono di una artista originale che non copiava nessuno e che aveva prodotto un LP che poteva ascoltarsi dall’inizio alla fine senza annoiarsi con brani interessanti e spunti di rock jazz allora inediti nel mondo dei cantautori.

Ma nel frattempo io mi ero laureato, sposato (al matrimonio c’erano anche De Gregori , De Angelis e Minghi), era nato anche il mio primo figlio Emanuele, mia moglie Loretta aveva iniziato ad insegnare al liceo ed io frequentavo uno Studio per la pratica professionale , quindi mi allontanai dalla IT/RCA e tutto si è poi diluito senza arrivare al fatidico momento del mio lancio (sarebbe arrivato o no, ormai non si può sapere). Nessun rimpianto.

La musica è comunque rimasta la mia compagna fedele che ha accompagnato ed arricchito fino ad oggi la mia vita e con questo concerto voglio riproporre agli amici perugini i magici momenti degli anni ‘70 e miei brani di cui ancora oggi vado orgoglioso. Saranno presentati anche 5 brani inediti che faranno parte di un CD doppio che sarà disponibile per la sera del concerto».

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