Magione piange la scomparsa di Giuliano Ferri

Giuliano Ferri
Giuliano Ferri

Il pescatore, 87 anni, era molto amato dalla comunità del Trasimeno. Il suo ricordo, tra ricamo a filet modano e modellistica

(riceviamo e pubblichiamo)
di Comune di Magione

MAGIONE – Giuliano Ferri è scomparso ieri, all’età di 87, nella sua casa di San Feliciano, Magione, dove ha trascorso tutta la vita tra le sue grandi passioni: il mondo della pesca, il lago e l’amore per la sua famiglia. Discreto, gentile, sorridente e sempre disponibile. Così lo ricordano le persone che hanno avuto l’opportunità di condividere con lui momenti di vita fino alla fine, quando, seppur malato, ha dato la sua disponibilità a partecipare al nuovo progetto caratterizzato dall’utilizzo di una macchina originale del 1852 “L’amore ai tempi del collodio. Storie di antichi mestieri del Trasimeno” che stanno portando avanti Stefania Milone, Stefano Fasi e Marco Pareti che così lo ricordano nell’incontro-intervista avvenuta la settimana scorsa: «abbiamo trovato una persona sorridente, felice di raccontare la sua vita. Per noi è stato un grande onore averlo conosciuto, fotografato e ascoltato».

A ricordarne la gentilezza e la disponibilità è anche Antonella Catalano che, insieme al gruppo del filet modano di San Feliciano di cui fanno parte anche Gabriella Albertoni, Gianna Distante, Mirella Ragni, Fabrizia Trovati, Daniela Tamburi e Agata Belardoni Trovati, ha condiviso con Giuliano Ferri l’impegno per valorizzare, con il sostegno della locale proloco, questa antica tradizione che rischiava di scomparire.
«Era bellissimo – ricorda con commozione – quando portavamo i nostri lavori in mostre e concorsi vederlo al lavoro. È per noi un grande esempio da seguire». Una passione condivisa con l’amatissima moglie insieme a cui ha realizzato alcuni di quei capolavori che fanno la storia del filet modano.
Ma la sua abilità artigianale non si è fermata al ricamo. Con gli anni Giuliano ha riprodotto in scala interi paesi e monumenti realizzati con piccoli mattoncini rendendo un ulteriore omaggio ai luoghi della sua vita.
«Una figura che lascia un vuoto della comunità del Trasimeno – dichiara il sindaco Giacomo Chiodini -. Depositario dell’antica arte della realizzazione delle reti da pesca indirizzò la sua straordinaria manualità anche verso il ricamo, in particolare il filet modano, e la modellistica, arrivando a produrre oggetti d’arte unici e inimitabili».