FOTO | Concluso il meeting nazionale. La coordinatrice umbra Rita Chiari: «Obiettivo è fornire alle professioniste competenze specifiche»

PERUGIA – Si è chiuso venerdì 23 marzo il meeting annuale di Women for Oncology Italy, l’associazione delle donne oncologhe italiane, nel capoluogo umbro per discutere di leadership al femminile nel campo dell’oncologia.

«Abbiamo scelto di incontrarci a Perugia dove c’è una delle Oncologie più famose a livello nazionale e internazionale», ha detto la presidente di WFO Italy, Marina Chiara Garassino aprendo la due-giorni di lavoro. «Le donne in questo settore sono moltissime, ma solo il 15% ricopre una posizione apicale in Italia. Questo fenomeno – spiega – è in parte culturale, in parte forse dovuto ad una mancata preparazione delle donne, perciò abbiamo fondato l’associazione, per aumentarne le competenze manageriali e di comunicazione».

Da qui l’idea di far intervenire al congresso alcuni dei protagonisti dell’industria e dell’informazione, umbra e non solo: Nicoletta Spagnoli, amministratore delegato della Luisa Spagnoli Spa, Nicoletta Luppi, presidente di MSD Italia, Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, i giornalisti Federica Becchetti (Rai TGR Umbria) e Max Pagani (radio RDS). Proprio con il mondo dei media, da Perugia arriva l’impegno delle oncologhe di WFO Italy a costruire «alleanze» per assicurare un’informazione scientifica sempre più puntuale e precisa, e fronteggiare così le fake news. Tra i temi affrontati anche quello del ‘burnout’, un logorio psicofisico sempre più diffuso anche nella classe medica italiana e legato a un carico professionale che espone lo specialista a situazioni di stress e vulnerabilità.

Rita Chiari, consigliere di WFO Italy e coordinatrice della sezione umbra dell’Aiom (Associazione italiana di Oncologia medica), sottolinea: «L’obiettivo non è creare una ‘medicina di genere’, ma fornire alle professioniste competenze specifiche ed esaltare quelle caratteristiche proprie del genere femminile, che per sua natura è portato a condividere la sofferenza e i percorsi di cura con i pazienti. Vogliamo creare un gruppo di oncologhe estremamente preparate che siano in grado di svolgere domani ruoli di apicalità nel loro settore». Ospiti della seconda giornata l’avvocato Giuseppe Caforio, presidente dell’Aucc, in rappresentanza delle associazioni umbre impegnate nella ricerca e assistenza ai malati oncologici, e Leonardo Cenci, malato di cancro e fondatore della onlus ‘Avanti Tutta’. «Pochi giorni dopo la diagnosi – racconta Cenci, evidenziando l’importanza della medicina tradizionale e l’accesso a farmaci innovativi insieme a forza di volontà e attività fisica – chiesi al medico che mi seguiva, il professor Crinò, un manuale di oncologia perché volevo conoscere la malattia contro la quale avrei dovuto combattere. Rimase molto sorpreso, nessuno gli aveva mai fatto prima una richiesta simile».