Assisi, a Trame festival la presentazione in anteprima de “Il Divo e il Giornalista”, il libro di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno

ASSISI (Perugia) – Una singolare rilettura dei fatti collocati per la prima volta in un contesto tanto ampio da comprendere lo stragismo neofascista, il terrorismo delle Brigate Rosse, la guerra scatenata da Cosa Nostra contro lo Stato. E, in questo quadro, la centralità del “memoriale segreto” di Aldo Moro (a 40 anni dalla sua uccisione da parte della B.R.) come movente di un delitto rimasto irrisolto tra misteri e depistaggi. Una serie di interessi storici, curiosità e di aneddoti, mai raccontati, su alcuni dei protagonisti della vicenda giudiziaria.

Il libro “Il Divo e il Giornalista – Giulio Andreotti e l’omicidio di Carmine Pecorelli: frammenti di un processo dimenticato“ di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno (Morlacchi Editore), ricostruisce le fasi salienti delle indagini, dopo l’agguato mortale del 20 marzo 1979 in via Orazio a Roma, e i momenti più significativi del dibattimento con sei imputati eccellenti: il sette volte capo del governo Giulio Andreotti, il magistrato e senatore Claudio Vitalone, i mafiosi Gaetano Badalamenti, Pippo Calò e Angelo la Barbera, e l’ex Nar nei ranghi della Banda della Magliana, Massimo Carminati.

La copertina del libro
La copertina del libro

Tutti assolti, alla fine. Ma la Corte di cassazione ha stabilito, apponendo una “pietra miliare” che la pista seguita dai pubblici ministeri perugini, praticamente, non aveva alternative a quella seguita e ricostruita. E sono proprio il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella, e il procuratore capo di Spoleto, Alessandro Cannevale, all’epoca sui banchi dell’accusa, a firmare due interessanti prefazioni con le loro inedite analisi. Il libro di Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno è in sostanza, una sorta di specchio della lunga notte Italiana che va dalla fine degli anni Sessanta ai primi degli anni Novanta. Immagini, frammenti che gli autori hanno voluto recuperare perché non se ne perda la memoria di un processo che, troppo rapidamente, è finito nel cestino delle cose da dimenticare, dopo che tutto è stato semplificato nella parola “assoluzione”.

Il volume verrà presentato in anteprima sabato 17 marzo alle 18 nel Palazzo del Capitano del Perdono di Santa Maria degli Angeli nell’ambito di Trame Festival, rassegna di letteratura gialla.
Coordinerà Valter Vecellio, giornalista del Tg2 della Rai.