Il Pd ha scelto, non i reggenti ma un segretario-Capitan Findus

La conferenza stampa delle dimissioni di Giacomo Leonelli
La conferenza stampa delle dimissioni di Giacomo Leonelli

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Mentre i renziani-orfiniani tentavano di mettere insieme intorno a De Rebotti un cda (Chiacchieroni e Porzi favoriti), Roma sceglie di conservare in freezer Leonelli fino a metà aprile

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Pd umbro? Sarà guidato non da un segretario regionale ma direttamente da capitan Findus. Nel momento più cupo della sua breve storia, il partito si affida alla catena del freddo per mantenere i suoi precari equilibri. Il partito regionale aveva dato indicazioni al segretario dimissionario Leonelli di lasciare il suo incarico senza riproporre nessuno della sua segretaria tra i reggenti del Pd, in attesa della assemblea
regionale prevista per aprile. E invece – su disposizioni che arrivano direttamente dalla segreteria nazionale che sarà anche transitoria ma dispone dell’Umbria a piacimento – rimane il blocco che ha straperso contro Centrodestra (5 a 0 nei collegi uninominali) e Cinquestelle (prima partito nel proporzionale con il 27%) in pari misura.

Quindi Leonelli è dimesso ma resta in sella da surgelato. E con Capitan Findus anche tutti i suoi. Rimane da capire se saranno loro a gestire gli scottanti dossier delle candidature nelle città che votano, da Terni a Umbertide a Spoleto. Ma c’è un’aria da cupio dissolvi, da rompete le righe, intorno al partito che tutto giustifica. O, se volete, da autolesionismo da movimento Emo, infliggersi sofferenze per avere uno scopo nella vita. Cultura pop un po’ retrò, ma forse utile per riconnettersi con la gente, come dice qualche dirigente romano, che ora chiede un confronto «con tutti coloro che ci hanno sostenuto». Che sono, come si sa, sempre meno, quindi con la certezza che si farà presto.
Il caso personale di Leonelli è comunque da segnalare. Nel pomeriggio aveva dichiarato ai microfoni di Pasquale Punzi che avrebbe fatto il consigliere regionale semplice. Da quell’esatto momento era entrato in fibrillazione l’assessore Bartolini, sicuro che si sarebbe ripetuta la storia della non candidatura-candidatura alle elezioni, con tanto di prossimo rimpasto in giunta e con la sua poltrona che saltava a favore del consigliere regionale semplice. Invece no, a dimostrazione dell’imprevedibilità del personaggio e del Pd attuale, Leonelli farà ancora il segretario regionale, per quel po’ che c’è rimasto da segretariare.

In fondo è andata anche bene. L’alternativa pensata dalla maggioranza dell’establishment del partito umbro era una sorta di cda intorno alla figura pensosa e malinconica di De Rebotti, leader dell’Anci locale e sindaco di Narni. Con lui c’è chi pensava a un duo Chiacchieroni-Porzi, ma era un puro esercizio di pesi e contrappesi saltati da tempo, dopo che il Pd alle elezioni ha avuto il ruolo di Giulio Cesare nelle idi di marzo. Accoltellato in ogni dove.
A questo punto diventa divertente sapere quanti andranno alla direzione regionale mercoledì sera, ore 21, certi che il loro parere conterà come il due di coppe quando briscola è bastoni. In quanti decideranno per un tressette con gli amici?