Dalla gavetta in via Maestà delle volte alla scommessa (stravinta) di Mantignana: la storia del Forno è la storia della famiglia che lo ha creato. Ora l’attività conta 19 dipendenti e forni accesi 24h

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Correva l’anno 1966. Firenze e Grosseto finivano sott’acqua e annegavano, affogate dall’esondazione dell’Arno e dell’Ombrone, la guerra del Vietnam scuoteva l’opinione pubblica e i Beatles erano “più popolari di Gesù Cristo”. Moriva a Burbank Walt Disney e a Pechino veniva pubblicato il celebre ‘Libretto rosso’ di Mao. Breznev diveniva segretario generale dell’Unione Sovietica e Kiesinger era eletto cancelliere della Germania Ovest, superata in luglio dall’Inghilterra per 4 a 2 nella finale della coppa di un mondo ancora profondamente diviso. A fianco a questa, la grande storia, quella dei libri, quella con la S maiuscola, ce n’è un’altra che in quello stesso anno appuntava il suo esordio sul calendario: comincia con la S di ‘sacrificio’ e ormai da più di 50 anni compone l’album dei ricordi della famiglia Pioppi.

Dopo una lunga e faticosa gavetta in via Maestà delle volte, nella centralissima panetteria Lepri, Sestilio (per tutti ‘Pippo’) e Bruno decidono di congedarsi da Perugia e mettersi in proprio. È il primo maggio del 1966 quando i fratelli Pioppi prendono in affitto il vecchio forno assopito nel cuore di Mantignana, dando inizio ad una caparbia maratona imprenditoriale. Rincorse per oltre mezzo secolo senza badare al sudore della fronte, le tappe raggiunte si susseguono giorno dopo giorno, anno dopo anno, avvolte in una nuvola di farina, metaforica polvere del buon fornaio podista.

Nel 1969, il primo investimento importante: nasce il laboratorio di proprietà con annessa vendita in via Michelangelo, a un centinaio di metri dall’attuale negozio. Successivamente, nel 1988 si scommette sulla grande e piccola distribuzione che garantirà la presenza dei prodotti del Forno di Pioppi in 70 attività della provincia e in particolare a Perugia, Assisi Todi e Magione. Verso la metà degli anni ’90 crescono fama e dimensioni: il Forno, oramai un punto di riferimento per la comunità di Mantignana, passa da 18 metri quadrati a 160, cui vanno aggiunti i 1000 destinati al laboratorio e al magazzino, il tutto inserito nel centro commerciale eretto dai Pioppi in via Caporali.

E se Bruno nel frattempo ha preso un’altra strada, l’attività può comunque avvalersi del prezioso contributo di Bruna, moglie di ‘Pippo’, e infine allargarsi ad includere nella gestione i tre figli Andrea, Fabio e Fernando. L’azienda prospera ancora oggi anche grazie al loro impegno infaticabile e si conferma come una solida realtà confortata da numeri significativi: 19 dipendenti, forni accesi 24 ore su 24 per garantire quotidianamente la freschezza del prodotto, 23mila consegne l’anno, per 365 giorni, dieci quintali di farina lavorati e 13 quintali di pane sfornato.

Oltre a ciò, sono amore e dedizione gli ingredienti essenziali che dal 1966 rendono così variegata e inconfondibile l’offerta di prodotti del Forno di Pioppi. L’ampia scelta di pasticceria, sia dolce che salata, torte per tutte le occasioni e tante varietà di pane e pizza (anche da asporto) vengono realizzate con quella qualità artigianale che negli anni ha sempre costituito il marchio di fabbrica dei Pioppi. Il fiore all’occhiello però resta pur sempre la mitica torta di Pasqua, di cui si producono fino a 70 quintali al giorno nel pieno del periodo pasquale. La ricetta, ben impressa nella memoria del secondogenito Fabio, si tramanda di padre in figlio, sussurrata all’orecchio per mantenere un segreto delizioso e conservare la bontà della tradizione..