Dalla penna della nostra contributor,  Maria Rita Ladniak

un contributo di Maria Rita Ladniak

Mi è capitato, nel corso della mia vita, di incrociare diverse esistenze, e ognuna di esse ha lasciato qualcosa in me; mi piace osservare la gente, perché ogni persona ha qualcosa nell’aspetto e nell’anima che la caratterizza, e proprio da questa mia passione di osservare le persone ho creato dei veri e propri personaggi, descrivendoli in versi poetici. Amo tutti i personaggi ai quali sono ispirate le mie poesie, in particolar modo questo che segue, che mi sta particolarmente a cuore: Giovanni Tasca.


Lo riconosci dalla statura,
dal mazzo di chiavi legato alla cintura,
dalla battuta ironica espressa,
dalla risata, sempre la stessa.

Più ha da fare e più prende impegni,
con Alessia che balla, Daniel che fa i disegni,
Sabrina ed Eva con un foglio in mano,
e Fabio che li riprende da lontano.

E’ il suo salotto piazza Risorgimento,
quando ne parla è tutto contento,
lo trovi disteso su una panchina,
in compagnia della sua sambuchina.

Non gliene importa di avere successo,
fa tutto per gli altri, e non per se stesso.
Sembra quasi il papa, passa e saluta tutti,
non ha nemici, è amico anche dei brutti.

Con lui si fa festa, baldoria e casino,
e quando progetta, tira fino al mattino,
ma a una cert’ora non c’è santo che tenga:
“Ce vedemo, io vado alla Genga”!

Collescipoli, 20 agosto 2017