Giovane donna molestata alla stazione di Terni

La stazione di Terni (foto Wikipedia)
La stazione di Terni (foto Wikipedia)

L’autore sarebbe un rifugiato politico. Il commento di Devid Maggiora (Lega): «A gennaio la violenza sessuale e la zona resta meta di spacciatori e balordi: inascoltati i campanelli d’allarme»

(riceviamo e pubblichiamo)

di Lega Terni

TERNI – Ennesimo episodio di molestie nei confronti di una ragazza nei pressi della stazione ferroviaria. Il fatto ha visto protagonista un rifugiato politico 20enne nigeriano e residente in una struttura di accoglienza di Terni. È Devid Maggiora, vicecoordinatore Lega Terni, a commentare la notizia: «Sono questi episodi esecrabili che non vorrei mai accadessero, in special modo nella città dove vivo, ma credo che sia giusto affrontarli con la giusta determinazione affinché si prendano le misure per prevenire e risolvere.

Da anni la stazione ferroviaria e la zona adiacente hanno subìto un evidente abbandono e degrado diventando sempre più spesso meta di spacciatori, balordi, parcheggiatori abusivi e prostitute. Proprio in questo contesto si sono consumati fatti criminali come la violenza sessuale avvenuta a gennaio a Piazzale Bosco ai danni di una donna di 47 anni e come quello del giovane africano che diede in escandescenze in mezzo ai binari della stazione costringendo gli agenti all’intervento.

Devid Maggiora
Devid Maggiora

Episodi come questi sono il risultato di fattori di pericolo ignorati, sottovalutati e campanelli di allarme inascoltati come l’immigrazione incontrollata spacciata per accoglienza e solidarietà, che sottrae risorse alle vere necessità della città, la sottostima del pericolo sociale dovuta ai richiedenti asilo che, nella quasi totalità che arrivano da noi, sono maschi adulti lasciati oziare o mendicare tutto il giorno, spesso provenienti da paesi mussulmani nei quali il concetto di donna è inteso come essere antropologicamente inferiore. A ciò si aggiunge il reperimento di soldi facili per mezzo di droga, furti e altre attività illecite.
Ribadendo, quindi, la necessità di agire in primis sui fattori che sono alla base del pericolo, dobbiamo mettere in atto tutti quegli strumenti di prevenzione e dissuasione, dalla videosorveglianza, all’illuminazione fino ai controlli capillari da parte delle forze dell’ordine».