POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’assessore Barberini: «Più intenso uso dei macchinari, medici meglio organizzati». Dopo lo choc elettorale, la sanità, che è il comparto migliore, fa il suo. E il resto?

di Marco Brunacci

UMBRIA – Dopo lo choc post elettorale, si ricomincia dalle questioni pratiche. L’assessore alla sanità Barberini ci mette del suo, tenendo presente che è stato certificato in più di un’occasione che è la sanità il settore del quale gli umbri meno si lamentano. I conti sono relativamente (rispetto alla spesso devastata situazione nazionale) in ordine, mentre i servizi sono, nella media, di qualità. Altra cosa è l’eccellenza, ma questo è un discorso a parte e che coinvolge (parecchio) anche l’Università.

Allora, si ricomincia dalle liste d’attesa. La sanità umbra le ha, anche qui, relativamente corte, ma se c’è una cosa che bisogna migliorare in continuazione è questa qui. Partendo da un numero: sono mille le chiamate al giorno al Nus, il Numero unico appena istituito per prenotare visite specialistiche ed esami sanitari, con un picco di 1.400 e un incremento medio del 7%.

La parola a Barberini: «Stiamo predisponendo un piano straordinario d’azione – ha spiegato – che sarà avviato nelle prossime settimane. E’ una sfida vera che non possiamo vincere solo governando l’offerta, mettendo cioè a disposizione sempre più professionisti e risorse. Ma anche attraverso una collaborazione che coinvolga specialisti e medici di base, che devono aiutarci a far capire ai cittadini ciò che è realmente necessario fare, perché ancora oggi assistiamo a prestazioni spesso ‘inappropriate’. Allo stesso tempo non possiamo più tollerare appuntamenti a lunga scadenza: dire a una persona ‘ripassi fra un anno’ è la negazione del diritto alla salute».

Per le prestazioni che rientrano nei Rao con priorità, i tempi rilevati dalla Regione rientrano in quelli previsti, con eccezioni nelle mammografie e nelle risonanze, mentre le “difficoltà maggiori” sono emerse per gli esami programmati senza priorità o per attività che non rientrano nei Rao.

«Ci sono ancora troppi ritardi che dobbiamo recuperare – ha sottolineato Barberini – ed è necessario riorganizzare e mettere in rete le varie strutture. Faremo particolare attenzione ai cittadini più fragili come anziani, malati oncologici, bambini, disabili, per assicurare il servizio richiesto entro i limiti temporali stabiliti, senza uno spostamento eccessivo rispetto al territorio di residenza, applicando una sorta di modello ‘Rao a chilometri zero’. Lavoreremo inoltre sulle prestazioni che Rao che non hanno priorità, cioè programmabili e su quelle fuori dai Rao, che vanno garantite con maggiore tempestività. L’obiettivo – ha proseguito Barberini – è anche aumentare le prestazioni inserire nei Rao (attualmente sono 40) e garantire una presa in carico immediata del cittadino per quelle attività sanitarie che siamo in grado di prevedere, poiché collegate a determinate patologie o a interventi chirurgici, ad esempio stabilendo sin dalle dimissioni del paziente le date dei successivi esami o visite, senza sottoporlo a ulteriori prenotazioni».

È chiaro che in questo contesto «non agiremo solo sulla qualificazione della domanda ma anche sul potenziamento dell’offerta, con possibilità di utilizzare di più e meglio i macchinari a disposizione delle diverse strutture sanitarie».
Se si migliora quello che già in parte rilevante funziona, c’è il caso che tra un po’ si mettano le mani anche su quello che è totalmente impantanato.