Era l’incubo di commessi e commercianti: ora dorme in cella

Arresto da parte della squadra mobile. Repertorio
Arresto da parte della squadra mobile. Repertorio

Gli inquirenti lo ritengono responsabile di numerosi furti, sia in centro storico che nella periferia di Perugia

PERUGIA – Fortemente indiziato di aver commesso, nell’arco degli ultimi mesi, cinque furti in altrettanti esercizi commerciali; pluripregiudicato per reati contro il patrimonio; ricercato perché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Eppure se ne stava tranquillo in zona Fontivegge, a Perugia, proprio dove la polizia, pochi giorni fa, lo ha intercettato e arrestato. Per gli inquirenti l’uomo, un cittadino palestinese del 1989, era solito introdursi nei negozi per poi, approfittando di un momento di distrazione dei commessi, rubare oggetti di valore lasciati sui banconi o visitare magazzini o stanze riservate ai dipendenti per impossessarsi di denaro contante, carte di credito o telefoni cellulari temporaneamente incustoditi.

Con questa tecnica avrebbe colpito sia in esercizi commerciali del centro storico che in negozi di via Settevalli, diventando in breve tempo l’incubo di commessi e commercianti. Nel tempo, gli sono attribuiti furti di smartphone, computer portatili, tessere bancomat e carte di credito, oltre a diverse centinaia di euro in contanti. Difficile pensare che il giovane avrebbe interrotto i furti se la squadra mobile di Perugia, grazie anche alle immagini della videosorveglianza dei locali colpiti, non lo avesse inchiodato alle sue responsabilità, rintracciato e infine arrestato.

Gli elementi raccolti hanno consentito al Gip di emettere ordinanza di misura restrittiva per i reati di furto aggravato e di indebito utilizzo di carte di credito, alla quale i poliziotti hanno dato esecuzione. Quando è stato rintracciato, poi, la Mobile gli ha pure notificato una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere relativa a un distinto procedimento penale, sempre per furti consumati all’interno di esercizi commerciali. Lo straniero era infatti gravato dall’obbligo di firma, ma aveva violato le prescrizioni. Per lui, adesso, si sono aperte le porte del carcere.