FOTO | La storia, le tradizioni, gli eventi di uno dei luoghi più magici del mondo. Come raggiungerlo e cosa vedere. Una guida completa

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ASSISI (Perugia) – Quando si parla di Assisi è molto difficile non far riferimento a San Francesco di Assisi, uno dei santi più venerati e adorati al mondo, simbolo di pace e armonia. Allo stesso tempo, è una straordinaria cittadina medievale, piena di viuzze caratteristiche dove ci si può perdere e ritrovare immersi nel passato.

La città è adatta per essere esplorata. Passeggiando per le sue pittoresche stradine ripide e strette si va incontro a molte sorprese, un affresco ormai sbiadito, uno scorcio che mozza il fiato, un ristorante che non si vedeva da dietro l’angolo. Uliveti occasionali sono presenti sui i tetti e fra le scalinate, dei gatti timorosi che sbucano in modo fulmineo alla vista dei passanti. La città nel 1997 è stata scossa da un violento terremoto, ma non si è persa d’animo. È stata infatti minuziosamente ricostruita e con compassione restaurata.

I pellegrini sicuramente apprezzano Assisi per il messaggio di pace che questa emana, ma non solo. Fatto sta che la passione per i monumenti cristiani aiuta molto ad apprezzare la città. Che è davvero intrisa di spiritualità: i visitatori troveranno ovunque opere d’arte di spicco, delle belle chiese costruite in pietra di color rosa, pietra caratteristica della la città e molte reliquie francescane. Ma Assisi non è stato solo questo. La sua storia ha origini più antiche.

Le origini della città

Assisi (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Assisi (foto Settonce) – ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Allo stesso modo delle altre città umbre, l’origine di Assisi non è certa. Si sa che in tempi antichi era abitata dagli umbri, una popolazione che risiedeva nel centro Italia. Gli storici affermano che più tardi ha risentito della presenza prima etrusca, quindi romana. Questo è documentato anche delle vestigia di Asisium, il municipium romano. Le possiamo ritrovare ben conservate sui resti del forum, sulle mura romane, sulla facciata del famoso tempio di Minerva e sull’anfiteatro.

Dopo la fine dell’Impero Romano, intorno al 545, la città venne occupata dai Goti, successivamente divenne un insediamento dei longobardi. E solo quando la città assunse la sua indipendenza come Comune, siamo intorno al 1000, che ci fu uno straordinario sviluppo grazie ai monaci benedettini. In questo periodo, più precisamente intorno al 1180, nacque il suo più famoso cittadino, San Francesco. Quando il giovane aveva 22 anni, durante la guerra con Perugia, fu incarcerato per oltre un anno. Quattro anni più tardi, scoprì la fede, dedicandosi a Dio, seguendo gli insegnamenti di Cristo al servizio delle persone più povere e bisognose, si spogliò di tutti i suoi averi e divenne anche esso povero. Fu proprio la pubblica rinuncia che fece nella piazza di Assisi che ne sancì il suo nuovo cammino. Morì nel 1226 e, dopo soli due anni dalla sua morte, Papa Gregorio IX lo proclamò Santo.

Dapprima la città fu sotto l’Impero e successivamente nelle mani del Papato. Negli anni delle Signorie, furono al comando diverse Casate, tra cui ricordiamo quella di Gian Galeazzo Visconti, di Francesco Sforza, i Montefeltro e la famiglia di Braccio Fortebraccio e di Francesco Sforza. Questo susseguirsi di famiglie si è interrotto alla metà del sedicesimo secolo, nel momento in cui Papa Paolo III conquistò l’Umbria e riaffermò il potere papale su Assisi. La città come la vediamo ora è storia recente. Nel XIX secolo, divenne parte integrante dello Stato italiano. Passeggiando per le vie della cittadina, non è difficile imbattersi in monumenti che sono testimonianza della storia di Assisi.

I luoghi

Assisi (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Assisi (foto Settonce) – ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Ci sembra doveroso iniziare il tour della città con i cosiddetti luoghi di San Francesco, simbolo della città e considerati patrimonio dell’Unesco. In primis la basilica di San Francesco, la settima fra le chiese cristiane in ordine di grandezza. Ciò che colpisce è la ricchezza dei decori, non proprio in linea con i dettami francescani caratterizzati da povertà e semplicità. È formata da due chiese, quella superiore e quella inferiore, due parti apparentemente molto diverse, in realtà complementari. Varcando le importanti porte costruite in quercia da Niccolò da Gubbio ed entrando nella Chiesa Inferiore è impossibile, per un credente, non provare un sentimento santità e di beatitudine. Gli converrà poi proseguire lungo alla navata dove alla fine potrà ammirare, in tutto il suo splendore, la cappella di Santa Caterina, dove è sepolto il suo ideatore, il cardinale Albornoz.

Durante la visita, non si potrà non ammirare i dipinti sulle cappelle laterali ad opera di artisti di un certo spessore, come Taddeo Gaddi e Giovanni di Cosma. A Giotto invece fu affidato il compito di abbellire con affreschi la volta della navata, una vera e propria opera d’arte famosa in tutto il mondo. Gli affreschi narrano le vicende del Nuovo e del Vecchio testamento, e risultano essere fra i principali dipinti dell’iconografia francescana. Aguzzando lo sguardo se ne nota uno in particolare: narra della visione che i frati un giorno ebbero nella cattedrale di San Rufino mentre il Santo era assorto in preghiera. In questo affresco si vede San Francesco che appare su un carro di fuoco ai suoi compagni.

Anche l’altare maggiore non passa certo inosservato. È costruito in corrispondenza della cripta dove riposano le spoglie di San Francesco ed è adornato da grandi affreschi, dipinti sempre da Giotto, che esaltato le tre virtù principali delle regole francescane: l’Obbedienza, la Povertà e la Castità. Una curiosità: il sotterraneo che porta alla cripta è stato ottenuto non intaccando la parte calcarea che custodiva il sarcofago di San Francesco.

Dopo tanta bellezza non resta che proseguire per via San Francesco e raggiungere la piazza del Comune, dove il visitatore può apprezzare il tempio di Minerva, un monumento di prestigio dell’arte antica. Risale al I secolo a.C., eretto grazie ai contributi monetari di Tito Cesio Prisco e Gneo Cesio e molto probabilmente non è stato costruito in onore di Minerva come si potrebbe pensare dal nome, bensì è stata ritrovata una lapide votiva in onore di Ercole. Si trova ancora nello stato originale la facciata sorretta da sei colonne scanalate, tornate con capitelli in stile corinzio. Intorno al 1500 venne costruita nella sua cella con la pianta a forma di rettangolo la chiesa di Santa Maria sopra Minerva che poi è stata abbellita con lo stile barocco più avanti, nel XVII secolo.

Se i turisti scelgono di seguire sempre la vita del Santo, dovranno proseguire alla fine della piazza e scendere sulla destra dove troveranno Chiesa nuova, una chiesa costruita sulla casa che diede i natali a San Francesco nel 1600. Dopo aver percorso Corso Mazzini, si troveranno in piazza Santa Chiara dove è presente la basilica omonima. All’interno potranno ammirare le spoglie della santa e il meraviglioso crocifisso in legno che conversò con San Francesco, secondo la leggenda.

Sempre in tema religioso, i visitatori della città potranno ammirare la chiesa di Santa Maria maggiore. Costruita nel X secolo, fu la cattedrale della città fino al 1036, anno in cui fu trasferita a San Rufino. L’edificio così come lo possiamo ammirare ora risale al XII secolo. La facciata è divisa in tre comparti e anche l’interno è suddiviso in tre navate. A destra dell’entrata si ammira un sarcofago che risale all’età tardo medievale del IX secolo. Nella cripta possiamo raggiungere la casa di Properzio, dove sono conservati dei dipinti sui muri in stile pompeiano. Se si visita il giardino, si possono notare dei resti delle mura di cinta in stile romano. Anche se la cattedrale è stata trasferita altrove, l’importanza di questa chiesa è rimasta immutata nel tempo ed anche il palazzo vescovile dove San Francesco ha rinunciato ai suoi averi, è rimasto nello stesso posto.

Mai monumenti non sono finiti qui. È importante ricordare che una visita al Palazzo del capitano del popolo è d’obbligo. Stiamo parlando del primo palazzo pubblico insediato nella famosa piazza del Comune, costruito fra il 1200 il 1300, caratterizzato da una facciata dove sono congelate le misure per la lana, il lino, la seta e le sagome delle tegole e dei mattoni necessari per l’edilizia. Immancabile la visita alla Rocca maggiore, edificata alla pari di un castello feudale di origine tedesca. Infatti è stata costruita da Federico di Svevia. La rocca purtroppo è stata distrutta durante i moti popolari degli stessi Assisani. Fu ricostruita però dal cardinale Albornoz che riutilizzò alcune parti delle mura interne e di quelle merlate esterne.

Anche se Assisi è una cittadina piena di monumenti, i visitatori non dovranno scordarsi di visitare la cattedrale di San Rufino che è stato martire, vescovo e patrono della città. Nella chiesa in stile cinquecentesco è custodita una cisterna romana, ma non è una qualunque. La leggenda narra che proprio qui furono battezzati Chiara e Francesco, che divennero poi santi e resero famosa la città per essere un paese di pace. All’interno della Chiesa è possibile ammirare la favolosa cripta risalente al XII secolo della basilica Ugoniana.

Se i visitatori sono sempre interessati a conoscere ed approfondire i luoghi legati alla vita di San Francesco, dovranno assolutamente visitare l’Eremo delle carceri, luogo dove la natura la fa da padrone e dedito alla fede e alla ricerca spirituale. Distante soli 4 km dal centro abitato di Assisi, si caratterizza per la ricchezza di spiritualità. Infatti proprio in questo posto San Francesco ed i suoi compagni si raccoglievano per meditare e pregare, immersi in un silenzio assoluto e circondati dalla natura. Certamente era un luogo adatto per favorire il raccoglimento e la spiritualità. Allo stesso modo, è imperdibile il bosco di San Francesco, la cui estensione misura 64 ettari. Quest’area si trova ai piedi della basilica dedicata al santo ed è un meraviglioso esempio rurale, dove perdersi nell’armonia e nella pace passeggiando fra campi coltivati, boschi e oliveti. Un luogo assolutamente naturale dove si ritorna in pace con se stessi e con la natura circostante.

Dopo questa carrellata di monumenti dedicati al santo e alla sua vita, se siete ancora curiosi di conoscere approfonditamente la figura di San Francesco, i luoghi dove ha vissuto, i messaggi che ha donato alla sua comunità è possibile seguire la visita guidata denominata “Assisi tra Arte e Spirito”. Ha la durata di due ore e mezza, dove una guida ben informata accompagnerà i visitatori alla scoperta del bosco del Santo e delle basiliche della città, spiegando nei minimi particolari il messaggio di pace, amore e spiritualità di San Francesco.

La città è adatta a coloro che hanno una forte spiritualità, ma non solo. I visitatori che non sono interessati alla fede possono trovare comunque molto interessante questa straordinaria cittadina. Un’idea originale è quella del giro fra le mura medievali di Assisi e il varco delle otto porte, includendo in questo tour anche la Rocca maggiore, vista in precedenza. Da qui, è possibile avere una vista mozzafiato sulla città intera e la vallata circostante. I turisti saranno entusiasti di scattare una foto ricordo della loro vacanza umbra.

Mangiare ad Assisi

Un primo piatto de
Un primo piatto de “La locanda del cardinale”, ristorante a due passi dalla piazza del Comune

La città non si limita a saziare i suoi visitatori di spiritualità, è famosa anche per i suoi piatti tipici che non passano inosservati. La cucina di Assisi si inserisce nella gastronomia umbra a pieno titolo e si caratterizza per piatti buonissimi e semplici che si basano sulla qualità dei prodotti di questa terra, dai sapori unici al palato. Non possono mancare sulla tavola l’antipasto della casa ricco di salumi e formaggi e condito con olio umbro e tartufo. Nei primi piatti molto diffusa è la pasta fatta in casa e come secondo la selvaggina e la carne nella variante soprattutto dell’arrosto. Tutto viene accompagnato da un ottimo vino locale rigorosamente Doc.

È fondamentale, prima di ripartire, assaggiare almeno due delle tre specialità di Assisi. Il famoso pecorino umbro che delizia i palati più ricercati. La rocciata che è un dolce tipico della città, di origine medievale e ripieno di nocciole, mele, uvetta e noci. Infine sono molto gustosi anche gli umbricelli, detti anche umbricchi, ossia degli spaghetti grossi fatti esclusivamente a mano e conditi alla norcina o al tartufo. Sono innumerevoli i ristoranti sparsi nella città dove è possibile gustare questi deliziosi piatti. Sarà un piacere per i turisti perdersi nelle viuzze ed essere invogliati dai profumi che emanano le cucine della cittadina umbra. Il turista dovrà solo immergersi nella calorosa ospitalità delle trattorie, dei ristoranti ed osterie di questa città per assaggiare tutte le prelibatezze che essa offre.

Raggiungere Assisi, in treno

Frecciarossa Perugia (foto Settonce) - @RIPRODUZIONE RISERVATA
Frecciarossa Perugia (foto Settonce) – @RIPRODUZIONE RISERVATA

La città è facilmente raggiungibile in treno, in aereo, in macchina o in autobus, grazie anche al posizionamento centrale della regione in cui si trova. Per chi arriva da nord la via più rapida per raggiungere Assisi in treno è senza dubbio quella, di recente attivazione, della linea Alta velocità che da Torino, passando per Milano, porta a Perugia. In pochissime settimane dalla sua inaugurazione la tratta ha fatto registrare un boom di prenotazioni e sul sito Trenitalia è semplicissimo prenotare una corsa. Parliamo del Frecciarossa, naturalmente. Che consente di arrivare a Perugia nel giro di pochissimo tempo (appena 3 ore da Milano), da dove poi i visitatori dovranno procedere in auto oppure in bus.

La principale linea tra Roma e Firenze, se i visitatori provengono da nord prevede invece fermate nella stazione di Terontola. Se si parte da Firenze, in un’ora al massimo due, è possibile prendere uno dei treni che percorrono la linea Terontola-Cortona ogni giorno. Le coincidenze sono abbastanza frequenti, è a disposizione un treno ogni 45 60 minuti. La linea principale da sud è quella fra Ancona e Roma che ha una stazione nella città di Foligno. Se si parte da Roma è possibile salire su uno dei nuovi treni diretti ad Ancona e scendere a Foligno dove il turista potrà prendere la coincidenza per Perugia. Le coincidenze sono molto frequenti, infatti ce n’è una ogni 10 15 minuti.

Sono tutte linee comprese nelle tratte delle ferrovie dello Stato Italiano e tutti i treni sostano nella stazione di Santa Maria degli angeli, abbastanza lontana dal centro storico della città, infatti dista circa 3 km. Ma non c’è problema. Uscendo dalla stazione però sono a disposizione degli autobus che in trenta minuti accompagnano i visitatori al centro della città, in piazza Matteotti.

Raggiungere Assisi, in aereo

Perugia, aeroporto San Francesco
Perugia, aeroporto San Francesco

Oltre che in treno, dicevamo, che in autobus o macchina, la città è facilmente raggiungibile anche in aereo. La città dista appena 20 minuti di macchina, 16 chilometri, dall’aeroporto internazionale dell’Umbria, quello di Perugia, denominato proprio “San Francesco d’Assisi”. Altrimenti è raggiungibile con facilità attraverso l’autobus, l’auto o in treno dagli scali aeroportuali delle regioni limitrofe. Firenze, Pisa e Roma sono i principali aeroporti più vicini al centro Italia. In particolare l’aeroporto di Pisa, il Galileo Galilei dista 12 km da Pisa e 80 da Firenze. Ha collegamenti in Italia con Milano e Roma e in Europa con Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Londra. Per maggiori informazioni si può contattare il numero 050/500707.

Quello di Roma è l’aeroporto Leonardo da Vinci, più famoso con il nome di Fiumicino. Dista da Roma 30 km ed è collegato con le principali città italiane ed internazionali. Il numero di telefono è 06/65953640. Il Peretola è l’aeroporto della città di Firenze, meglio conosciuto come Amerigo Vespucci. È lontano 10 km da Firenze ed ha collegamenti con Londra, Bruxelles, Parigi, Milano e Roma. È collegato anche con New York da cui dista nove ore, con Chicago necessitano 11 ore di volo, 12 con Los Angeles e 24 da Sydney.

Le tradizioni

Assisi è una città piena di tradizioni, per tutto il periodo dell’anno è possibile assistere ad eventi che ormai sono diventate delle abitudini cult negli anni. Vediamo mese dopo mese cosa è possibile visitare in città. I turisti avranno sempre qualcosa da assaporare e di cui arricchirsi.

Nel mese di gennaio vi è l’appuntamento attesissimo dai bambini di Assisi, la discesa della Befana. Essa avviene dal campanile alto della piazza del Comune rendendo i più piccoli entusiasti nella visione della famosa vecchia buona con la sua scopa inseparabile che donerà a tutti i bambini presenti un piccolo e delizioso regalino.

A febbraio la città viene animata dal carnevale delle meraviglie, dedicato ai più piccoli e a chi non lo è più ma lo sente dentro nonostante l’età. Gli abitanti di Assisi si organizzano in carri allegorici e maschere colorate, per poi percorrere tutte le viuzze presenti nel centro storico ed incontrarsi, al termine della sfilata, in piazza del Comune dove la festa di certo non finisce. Su ogni carro sono presenti dei gruppi mascherati in linea con il soggetto espresso dal carro e orchestrine musicali. Durante la giornata vengono costituiti dei laboratori per la creazione di maschere formate da materiale di riciclo e carta e giochi di abilità. Il tutto corredato con la presenza di mani esperte dei truccatori per dare donare un tocco di classe e gogliardico alle maschere presenti alla giornata.

Sappiamo che Assisi è una città molto devota alla religione cristiana in particolar modo a San Francesco. Il culmine delle celebrazioni religiose si ha durante i mesi di marzo e aprile nella settimana Santa. In questo periodo le cerimonie liturgiche sono in particolar modo solenni e accompagnate dalle musiche delle cappelle musicali. Accanto a queste cerimonie ufficiali sono da menzionare i riti paraliturgici più suggestivi della tradizione. Il giovedì santo presso la cattedrale di San Rufino si ha la deposizione del crocifisso che deriva da una lauda sulla passione del 1300. Nella mattina del venerdì Santo è facile incrociare la processione del Cristo morto che viene trasferito dalla cattedrale di San Rufino alla principale basilica di San Francesco. Durante il tragitto ci sono varie soste presso i conventi di clausura. La giornata si conclude con la processione della sera che vede la partecipazione di tutte le confraternite. Questo corteo parte dalla basilica di San Francesco e attraversa tutta la città.

Il Calendimaggio
Il Calendimaggio

Il mese di maggio ha un appuntamento speciale per tutti gli Assisiani, il Calendimaggio. Senza ombra di dubbio è la festa pagana più sentita nella città. Riguarda la vita medievale che viene rievocata e ricordata fra le viuzze più suggestiva di Assisi. La festa è organizzata rigorosamente in costume e non deve essere presente alcun segno distintivo della civiltà moderna. È un vero e proprio tuffo nel medioevo, che riporta la città ai fasti medievali. Questa festa si svolge ogni primo giovedì, venerdì e sabato dopo il primo giorno di maggio con l’obiettivo di onorare l’arrivo della primavera. Viene posto in essere il Palio dove si sfidano la Magnifica parte di sotto e la nobilissima parte da sopra le due parti in cui viene divisa la città. Questo palio si svolge attraverso dei cortei dove i partecipanti sono vestiti in abiti medievali e recitano o cantano. È presente anche una giuria che è caratterizzata da ospiti di fama internazionale che ha il compito di decretare il vincitore. La giuria è composta da un musicologo, uno storico e un artista facente parte dello spettacolo.

È un evento da non perdere e unico nel suo genere. A questa tradizione si unisce quella delle canzoni di maggio. Sono delle poesie che vengono ballate o canti riguardanti la vita del santo. Questa è una tradizione di origine medievale anche se subì l’influenza francese durante la dominazione provenzale. In quell’epoca venivano eseguite da gruppi di giovani che danzavano allegramente fra i rioni in questo periodo dell’anno. In tempi antichi si eleggeva anche il re della festa. La festa si svolge principalmente nella piazza del Comune e rimane attualmente l’unica che ha conservato e le usanze storiche proprio perché è una festa popolare. È usanza che il rione vincitore del Palio dovrà organizzare la festa l’anno successivo. I festeggiamenti non terminano con la vittoria della competizione ma proseguono lungo le strade e le taverne per tutta la nottata accompagnata da vino, panini con la porchetta, tanta goliardia e allegria.

Giugno è un mese pieno di eventi per la città di Assisi. Per la festa del corpus domini durante il percorso dove passa la processione sulla strada vengono creati dei tappeti composti da quadri, petali di fiori e fiori stessi sul tema religioso, eucaristico e decorativo. La tradizione vuole che le infiorate vengano allestite per le vie del quartiere di porta e di fronte alla basilica di Santa Maria degli angeli. Non tutti possono improvvisare le Infiorate. Esse devono essere composte seguendo delle regole rigide. Devono essere realizzate con fiori secchi, freschi erbe che non siano di legno. I fiori freschi devono prevalere su quelli secchi e possono anche essere colorate in modo artificiale. L’opera floreale può essere mantenuta umida attraverso l’utilizzo dell’acqua. È severamente vietato l’uso di farine , fiori protetti, caffè. Il 22 giugno si celebra la festa del voto di Santa Chiara per gratificare le suore Clarisse e ricordare l’aiuto che la santa diede nella liberazione della città quando fu assalita dai saraceni grazie all’ostensorio in mano che li mise in fuga. A fine giugno invece la città assiste all’evento tradizionale della festa delle campanelle, tre giorni pieni di musica, teatro, balli proiezione di foto e video e artigiano. La festa si svolge nella magnifica piazza San Pietro.

Anche agosto è un mese pieno di eventi per Assisi. Il primo e il 2 agosto si celebra a Santa Maria degli angeli la festa del perdono. Essa fu istituita nel 1216 da Papa Onorio terzo e denominata all’epoca di indulgenza di Assisi. Negli stessi giorni si festeggia anche la festa di dedicazione con l’atteso arrivo dei giovani francescani in marcia nazionale. Il patrono di Assisi è San Rufino, primovescovo della città e non San Francesco come si potrebbe pensare. A lui come si è visto è stata dedicata anche una cattedrale. Il 12 agosto si celebra il patrono della Città e il giorno prima Santa Chiara. Ogni anno l’ultimo giovedì, venerdì e sabato si festeggia il palio di San Rufino con la Compagnia dei balestrieri. Questi sono divisi per Terziere ognuno capeggiato da un santo San Rufino, San Francesco e Santa Maria che combattono per la vittoria. Chi vince conquista il drappo che è dipinto da un artista di fama nazionale. Durante quel weekend ci sono convegni, mostre, spettacoli e banchetti in stile tipico medievale sotto la luce di fiaccole e torce. Il mercatino tradizionale di San Rufino è la storica fiera cittadina che si teneva durante i giorni di festa del patrono e ancora oggi è presente.

C’è anche la festa dedicata al Santo patrono d’Italia, San Francesco, tra le più sentite per devozione dagli abitanti di Assisi. Ogni 4 ottobre in tutta la penisola viene ricordato e festeggiato come patrono San Francesco. In questa città in questo giorno viene consegnato dell’Olio che alimenta la lampada presente all’interno della cripta dove è sepolto il santo. La cittadinanza sente come proprio il rito dell’offerta poiché l’olio che brucia all’interno della lampada guida ogni buon quel cristiano attraverso il suo cammino della fede, donando ogni benedizione e luce. Le celebrazioni trovano il suo centro nella basilica dedicata al santo, durano vari giorni coinvolgendo attraverso iniziative civili, convegni, premi e rievocazioni tutta la città. Nota particolare merita la cerimonia del transito che ricorda il passaggio del Santo e dalla vita alla dipartita. Durante questo giorno viene distribuito sul sagrato della basilica il ramoscello d’ulivo a tutti i fedeli. Tradizione vuole che tutte le regioni d’Italia offrano il loro Olio in devozione del Santo. Le principali cerimonie liturgiche vengono svolte nella basilica di San Francesco e di Santa Maria degli angeli. A queste si accompagnano le manifestazioni civili con la presenza di un rappresentante del governo e delle autorità principali della regione, provincia e Comune.

A dicembre, in occasione della festa cristiana dell’Immacolata concezione dell’8 dicembre ad Assisi si svolge il rito della focaraccio. Questo si svolge il 7 dicembre alle cinque del pomeriggio in Rocca maggiore. Accanto all’accensione del falò ci sono delle attività gastronomiche tradizionali come vengono cotte le castagne e corrisposti tutti i presenti un buon calice di vino novello. Assisi, con l’arrivo del Natale, si trasforma in una città magica. Il periodo natalizio dona una grande allegria e gioia grazie al calore del camino acceso e alla discesa della neve. L’Umbria in generale è famosa per i suoi mercatini, gli appuntamenti enogastronomici e le mostre che vengono organizzate in questo periodo. In questa città in particolare sono i presepi ad essere gli appuntamenti più attesi e visitati del periodo. E non poteva essere altrimenti visto che l’inventore del primo presepe al mondo è stato proprio San Francesco. In tutta Assisi si possono ammirare presepi nelle chiese, vetrine e in ogni nicchia che i visitatori possono trovare per le vie del centro. Esiste anche un concorso che vede la partecipazione di molti abitanti della città per premiare la migliore costruzione.

Una mostra da non perdere è quella di tutti i presepi del mondo a Santa Maria degli angeli. Durante gli anni persone da tutti paesi del mondo hanno regalato il proprio presepio ai frati di Assisi e questa mostra li racchiude. Ogni frazione della città partecipa al periodo natalizio ad iniziative tradizionali come il paese famoso del sacro tugurio e dei classici mercatini di Natale, famosi quello di Piazza Santa Chiara della piazza del Comune. Non mancano i caratteristici presepi viventi. Sono proprio delle rappresentazioni teatrali amatoriali perlopiù realizzate dagli abitanti delle contrade. All’interno di ogni presepe vivente troviamo anche dei punti di ristoro dove è possibile degustare dei piatti prelibati della cucina tradizionale. Degni di nota sono i presepi di San Gregorio, Petrignano e Armenzano.

Assisi (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Qualsiasi sia il periodo dell’anno, visitare Assisi è certamente un’esperienza che rimarrà nel cuore, sia di un credente che di un ateo. Non resta che prendere il primo mezzo di trasporto disponibile e raggiungere questa meravigliosa città piena di spiritualità, magia, pace e amore.