Umbria | Agenzia del lavoro, dopo le diffide nuovo scontro

Mirella Castrichini (foto Facebook)
Mirella Castrichini (foto Facebook)

di MARCO BRUNACCI | Decine di lettere dei dipendenti delle Province in Regione sul tavolo della Castrichini contro la firma dell’accordo lunedì. E su tutto resta l’ombra di un nuovo carrozzone

di Marco Brunacci

PERUGIA – Raccontano che anche la comandante in chief dello staff della presidenza della giunta regionale, Mirella Castrichini, fosse sul punto di sbottare, ma la questione sta diventando difficile da gestire.

Una, due, dieci, venti lettere tra la protesta e la palese diffida sono arrivate al piano nobile di palazzo Donini. A prendere carta e penna gli addetti delle Province di Perugia e di Terni che dovrebbero entrare a far parte della nuova Agenzia regionale del lavoro ma vogliono vederci chiaro sull’accordo che si dovrebbe firmare lunedì.
L’accordo innanzitutto avrebbe dovuto vedere la luce entro il 31 dicembre e per una cosa e per l’altro non si è trovata la formula giusta. Ma i ritardi alla fine si pagano anche con rinnovate tensioni e relativo scarico delle responsabilità. In secondo luogo è tutta da chiarire la situazione dei vari addetti che vorrebbero non trovarsi ad essere più precari delle persone che devono per statuto dell’Agenzia assistere.

Poi ci sono i diritti acquisiti, quelli ma anche quelli presunti, che rendono ancora più sdrucciolevole il terreno di confronto. È garantito che dal punto di vista tecnico non ci stanno facendo una gran figura giunta regionale e sindacato (per altro diviso al suo interno), con i lavoratori che diffidano dal prendere impegni senza essere consultati e senza sapere dove si va a parare.
Sullo sfondo, al di là delle questioni più strettamente legate alla trattativa sindacale, resta sempre il solito sospetto: nascerà alla fine un’altra Agenzia regionale della quale se ne poteva fare a meno, pesante da gestire, gravante sui bilanci pubblici, utile solo per riuscire a fare altri due o tre dirigenti?
Lunedì la prossima puntata, sempre che non si moltiplichino ulteriormente le lettere di diffida contro la firma dell’accordo sul tavolo della signora Castrichini.