POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Confermate le dimissioni del sindaco Di Girolamo, ma fino al 19 si temono interferenze aliene

di Marco Brunacci

TERNI – Sì, marziani permettendo il 27 maggio prossimo venturo a Terni si vota per un nuovo sindaco e un nuovo consiglio. Di che cosa abbiano parlato a Palazzo Spada e dintorni in queste settimane e in questi mesi, tra un’indagine, un provvedimento restrittivo e una riunione ristretta questo ce lo diranno quando l’Fbi aprirà l’X-File che riguarda il caso Terni. Perché, alieni a parte, senza considera influssi saturnini, operazioni di umanoidi in missione di disturbo da galassie sconosciute, questa interminabile agonia della giunta Di Girolamo non si capisce e nessuno può spiegarla se non con la traduzione simultanea di ET. Quando si dice che la politica è lontana anni luce dalla gente non si tratta di un’immagine enfatica ma della descrizione del caso Terni.

L’ultimo passaggio, per chi si sia perso qualche momento della palpitante vicenda, è il seguente: dopo una riunione notturna con l’altra componente Pd, che non ha mai amato il sindaco, Di Girolamo ha deciso di confermare le sue dimissioni e il 15 corrente mese le formalizzerà in via definitiva al consiglio comunale.

Par di capire che lo faccia con l’espressione soddisfatta di chi ritiene di essere ancora il più forte nel braccio di ferro. A vedere da lontano sembra una cosa del genere di quella di Sansone con tutti i Filistei, ma sicuramente è un’impressione sbagliata. Perchè qui di Sansone non c’è traccia e i Filistei valli a trovare dispersi come sono tra una cooperativa, un’agenzia regionale, un posto di sottogoverno.

Quando si dice che ha deciso di confermare le sue dimissioni si deve ascoltare anche la scia dei commenti a mezza voce. C’è sempre chi fa presente che, finchè le dimissioni non sono irrevocabili, in questo Paese non possono essere mai date per acquisite. Qualcun altro ancora più velenoso notifica: fino al 19 febbraio c’è tempo e può succedere di tutto.

Una cosa però è già avvenuta e sicuramente a interferenze da un’altra galassia. Per fare un piccolo riassunto: finora un sindaco che aveva un Comune in dissesto non veniva celebrato come un eroe. Naturalmente non può essere considerato un malversatore, di sicuro può essere ritenuto – usando le esatte parole della Corte dei Copnti del Pianeta Terra – uno che ha presentato un e le cui soluzioni allo sbilancio erano legate a entrate .

Va bè, un sindaco non è tenuto ad essere un genio della finanza, ma da qualche commercialista sarà andato? Gli sarà capitato il bambino con i baffi dal quale metteva in guardia la pubblicità dell’Ordine? Ammetterà il signor sindaco per lo meno un peccato di errata lettura dei conti o di inadeguatezza nella ricetta per curare il male? Lo sa che dagli errori suoi o dei suoi collaboratori o di chiunque si sia in qualche modo fidato nascono 5 anni di disgrazie per i cittadini ternani, chiamata a riparare il dissesto (pardon, il dissestino)?

E allora qualunque sia la discussione in corso tra i marziani della politica ternana, appurato che il dissesto in questo sistema solare non è una medaglia al valore ma una grande fregatura per i cittadini, riusciranno tutti a por fine alla baraonda nel giorno dopo San Valentino, 15 febbraio 2017, per affidarsi a commissari prefettizi che sappiano far di conto e diano una speranza ai cittadini ternani di non dover vivere al massimo? Non il massimo di Vasco Rossi, ma il massimo delle tasse comunali.