Ricostruzione, la lumaca all’improvviso vuol diventare lepre

Basilica di San Benedetto a Norcia. Archivio
Basilica di San Benedetto a Norcia. Archivio

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | I lavori del post sisma sono andati finora lenti, non certo per colpa dei controlli di Anac e Corte dei Conti. Bene le accelerazioni di adesso ma nella trasparenza, anche per il passato

di Marco Brunacci

L’Anac prima, la Corte dei Conti poi: due importanti istituzioni si trovano a incrociare la strada della ricostruzione post terremoto. E che cosa succede? Che i protagonisti di tutte le pigmentazioni politiche, attori di una ricostruzione lenta, farraginosa, non fatta scegliendo le strade, anche normative, più sensate, si arrabbiano perché i controlli dell’Anticorruzione o dei giudici contabili fermerebbero il loro impeto. Ma quale impeto. Si è andati finora al passo della lumaca e si vorrebbe passar per lepri dall’oggi al domani?

La lentezza del passo iniziale è stato giustificato con il fatto che il terremoto è arrivato a ondate. Anche dando per buona l’obiezione, i ricostruttori hanno avuto mesi e mesi per riflettere senza trovare il pedale dell’acceleratore. Ci sono casette che sono state costruite con i tempi che servono per una palazzina. E tempi biblici per le verifiche di stabilità. E tutto questo non ha certo nulla a che vedere con i controlli dell’Anticorruzione. Che sono, sempre, benvenuti e indispensabili per chi voglia fare le cose come si deve.
Ci sono vincoli, lacci e lacciuoli burocratici che sono cascami di norme del passato? Ci sono trappole burocratiche che devono essere disinnescate per poter far filare la macchina di chi vuol fare il bene per gli altri? Benissimo. Si facciano denunce circostanziate e si rimuovano gli ostacoli, sapendo che la burocrazia è il problema principale per tanti onesti cittadini e tante volenterose aziende che giornalmente vogliono fare bene il loro mestiere. Ma la politica da sempre tutto fa meno che pensare a snellire il sistema dei burocrati statale, regionale, comunale che spesso e volentieri è fonte del loro consenso.
Ma questo derby farlocco tra ricostruzione veloce e ricostruzione controllata semplicemente non va giocato. La ricostruzione deve essere finalmente rapida come non lo è stata finora e sempre controllata come doveva essere ieri e deve essere oggi e domani.
La parola magica invece è trasparenza. Bisogna giocare con tutte le carte scoperte. La trasparenza permette di verificare subito, da un lato, se i ricostruttori hanno scelto la strada giusta e se hanno perizia e competenza per indirizzarsi sui sentieri virtuosi, dall’altro consente ai controllori di fare presto e bene il loro lavoro. Se i controllori accampano scuse per la loro inefficienza vanno denunciati, se i ricostruttori però
tengono qualcosa nascosto vanno costretti a fare chiarezza. La trasparenza si applica anche a quello che era successo prima del terremoto. Fare le giuste verifiche aiuta a non sbagliare e a porre rimedio a eventuali (qualora ci siano stati) errori del passato. Invece la fretta improvvisa può solo alimentare sospetti.