Numero unico per le emergenze, Umbria e Marche firmano l’intesa. L’attivazione a fine 2018

Nue, Numero unico emergenza europeo. (foto eena.it)
Nue, Numero unico emergenza europeo. (foto eena.it)

Centrale unica di risposta per il 112 (Nue): accordo da 1 milione e 200mila euro all’anno per la Regione. Marini: «Più coordinazione e sicurezza. Rilevanza strategica anche in caso di sisma»

ROMA – L’idea del Nue, il numero unico di emergenza europeo, nasce più di venti anni fa ed è realtà (da parecchio tempo) in diversi Paesi europei (la quasi totalità, a dirla tutta). Ma in Italia ha faticato ad affermarsi, tanto che solo negli ultimi mesi si è diffuso in maniera “massiva”: dal 2017 è impiegato in molte città dello Stivale. E a breve potrebbe entrare in funzione anche in Umbria e nelle Marche.

Un solo numero telefonico per tutto: il 112. Per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (va infatti a sostituire la chiamata ai carabinieri), per segnalare un’emergenza sanitaria (l’attuale 118) e via dicendo. Umbria e Marche hanno firmato oggi un protocollo di intesa per l’attuazione del Nue e per la realizzazione di una centrale unica di risposta per le Regioni Marche e Umbria. A sottoscriverlo, i presidenti delle due Regioni. «Con questo accordo – ha dichiarato Catiuscia Marini -, compiamo un salto di qualità di grandissima rilevanza, aumentando notevolmente il grado di sicurezza per i cittadini italiani e soprattutto per quelli stranieri che potranno contare sul servizio multilingue».

Nel dettaglio, il servizio «convoglierà tutti gli altri numeri di emergenza» e, secondo Marini, «garantirà anche una maggiore efficienza ed efficacia dei tempi di risposta, e quindi di intervento dei rispettivi organi e corpi interessati al tipo di chiamata. Con la Regione Marche mettiamo insieme competenze e risorse, per una collaborazione che segna ormai una forte tradizione avendo già in comune la gestione del servizio di eliambulanza, oltre alla cooperazione dettata dalle tristi esperienze dei terremoti che hanno interessato le nostre regioni. E proprio pensando alle emergenze in caso di un sisma, l’attivazione del 112 assume la sua strategica rilevanza perché mette il sistema di protezione civile nelle migliori condizioni per poter intervenire in soccorso alle popolazioni».

«Accanto alla maggiore efficienza per la gestione di una emergenza, la centrale unica del 112 – ancora Marini – permetterà un significativo risparmio di risorse ed un utilizzo più razionale del personale. Altrettanto importante – conclude – l’accordo sottoscritto tra Umbria e Marche con la Regione Toscana per il “disaster recovery” perché mette reciprocamente al riparo ciascuna delle centrali da ogni tipo di emergenza che dovesse bloccarne l’operatività».

Numero unico emergenza europeo 112: la scheda della Regione

La firma del “Protocollo d’intesa per l’attuazione del 1-1-2 Nue – Numero unico di emergenza europeo con la realizzazione di una centrale unica di risposta per le Regioni Marche e Umbria” fa seguito all’accordo sottoscritto a Bruxelles il 15 giugno 2016, anche con la Regione Toscana, che ha previsto tra le priorità la realizzazione congiunta di una o più Centrali Uniche di Risposta (CUR) per l’attuazione del servizio del Numero Unico per chiamare i servizi di emergenza in tutti gli Stati dell’Unione europea e un sistema di backup/disaster recovery reciproco con l’istituenda CUR della Regione Toscana per la messa in sicurezza, in caso di eventi non previsti e/o di gravi disservizi, dell’operatività della Centrale unica di risposta e dei relativi dati posseduti dai sistemi informatici.

Per i benefici che ne deriveranno per i cittadini e per le strutture operative coinvolte, verrà realizzata un’unica Centrale Unica di Risposta per le Regioni Marche e Umbria, con sede presso l’Interporto di Jesi (AN), in modo da raggiungere un più ampio bacino d’utenza rispetto al piano generale. Interessata una popolazione che, complessivamente nelle due regioni, supera i 2 milioni e 400mila (al 1 gennaio 2017), di cui circa 237mila stranieri, cui si aggiungono i turisti.

L’attivazione è prevista nel terzo trimestre del 2018. Il NUE 1-1-2 rappresenta un modello di servizio di emergenza unico: un servizio gratuito, con un numero semplice da memorizzare, in cui la standardizzazione delle soluzioni tecnologiche consente di dotare tutti i servizi di emergenza della funzione di localizzazione geografica del chiamante, della gestione dei sistemi di chiamata automatica da veicolo in movimento, dei servizi multilingua e dello scambio delle chiamate in modo integrato tra i quattro servizi di soccorso (Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco ed Emergenza Sanitaria).

Tutte le richieste di emergenza, sia da telefono fisso che mobile, confluiscono presso la Centrale Unica di Risposta CUR NUE 1-1-2, che si pone come filtro attivo tra il cittadino che segnala una situazione di emergenza e le attuali centrali operative esistenti. La Centrale Unica, dunque, si occupa della ricezione delle chiamate, della gestione del primo contatto e le smista all’ente competente per la gestione dell’evento di emergenza: Arma dei Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Vigili del Fuoco (115), Emergenza Sanitaria (118). Il Nue 112 non ha competenza sulla “gestione operativa” dell’emergenza, ma sono le quattro Centrali Operative a gestire direttamente la situazione segnalata.

Con la firma del protocollo d’intesa, la Regione Umbria si impegna a contribuire alle spese per la Centrale Unica di Risposta nella misura annua di € 1,26/ab. residente (ab. 888.908 – dati ISTAT al 1° gennaio 2017), per circa 1 milione e 120mila euro all’anno per tutto il triennio di validità del Protocollo d’Intesa e, comunque, a partire dall’effettiva attivazione della CUR. Metterà a disposizione della Regione Marche, inoltre, anche proprio personale che collaborerà per le attività di messa in esercizio della CUR.
Per regolamentare il funzionamento della CUR nei territori di Umbria e Marche, le due Regioni redigeranno un disciplinare tecnico-operativo.