POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Non si torna indietro su risparmi e razionalizzazioni, ma pronti investimenti in nuove tecnologie e medicina del territorio. Un altro stop (da Donini?) ai nuovi primari

di Marco Brunacci

PERUGIA – Saranno all’incirca trenta milioni in più, calcolando anche la mobilità tra Regione dei pazienti. Quest’anno l’Umbria, grazie alla diversa ripartizione ottenuta con il Fondo sanitario nazionale, avrà la possibilità di investire in nuove tecnologie per la sanità.

L’assessore umbro alla sanità, Luca Barberini, che ha ottenuto il risultato al tavolo nazionale al Ministero della Salute promette che non ci saranno passi indietro, nessun ripensamento sulle razionalizzazioni in corso, sugli interventi sulla rete ospedaliera per avere maggiore efficienza, sul minor numero di strutture che fanno di tutto un po’ (per esempio i laboratori di analisi). Gli investimenti consentiti dai finanziamenti in arrivo avverranno sul territorio per una medicina più efficiente a contatto con la gente o in macchinari di nuova generazione che permettano di migliorare la qualità della diagnostica.
Come già accennato nel servizio nel quale annunciavamo il raggiunto accordo, tutto dovrà essere confermato dal prossimo Governo e nella legge Finanziaria, ma il lodo Barberini ha il vantaggio di essere stato accolto con favore dalla stragrande maggioranza delle Regione, in un tavolo nazionale dove di solito va in scena il solito braccio di ferro tra Regioni del nord e Regioni del Sud. È stato Bonaccini (presidente dell’Emilia Romagna) a dare il via alla conclusione della trattativa sposando la proposta di mediazione dell’Umbria. L’equilibrio raggiunto e condiviso tra tutti consente quindi di guardare con ottimismo al futuro e alla conferma degli impegni presi dall’attuale Governo nella prossima legislatura.

Intanto invece non è stato ancora sciolto il nodo dei primari delle due Medicine dell’ospedale di Perugia e di Terni. Si trattava di dare una conferma per Pirro a Perugia e Vaudo a Terni ma l’Università ha trovato il modo di rinviare la riunione decisiva al 28 (promotore, a quel che si dice, il chirurgo Donini). Resta quindi ancora tutto in bilico, ricorsi a parte sui quali decide il Tar. E anche su questo l’assessore Barberini pare si sia fatto sentire nelle segrete stanze dell’Università. Ai “luminari” dello Studium chiede di prendersi le loro responsabilità e di smettere – nella sostanza – di non dare l’importanza dovuta al dovere dell’assistenza. L’incertezza e il conseguente vuoto di potere portano, in reparti delicatissimi come quelli di Medicina, a conseguenze per i pazienti. E questo l’assessore alla sanità non intende tollerarlo.