di Ezio, nostro contributor.

Nel Medioevo il cubiculario – sì, si scrive proprio così – del Papa rivestiva grande importanza. È riduttivo pensare che il suo  ruolo si limitasse a mero cameriere addetto ai servizi del “cubiculum”. Era un assistente di assoluta fiducia, di solito appartenente ad un ordine monastico militare, dotato di capacità politiche, amministrative e diplomatiche. Che pertanto veniva ascoltato e tenuto in gran considerazione dal Pontefice e da tutta la gerarchia ecclesiastica dell’epoca.

Se questa era dunque la rilevanza del cubiculario di un singolo Papa, è facile immaginare quale sia stata la valenza del cubiculario di quattro differenti Pontefici. Il personaggio in questione è Bonvicino, frate templare perugino – o più probabilmente assisiate – che a cavallo del 1200 ha servito prima Papa Gregorio IX, poi Innocenzo IV, Alessandro IV e infine Urbano IV. Di Bonvicino, di fra Giacomo da Montecucco (altro cubiculario), ma non solo di loro, ha parlato con competenza Sonia Merli nell’ultimo incontro previsto dal ciclo di conferenze, da lei curato insieme a Mirko Santanicchia, su “La storia dei Templari raccontata a San Bevignate”.

Il luogo dove si è tenuta la conferenza è evocativo: San Bevignate è senza dubbio la chiesa templare più importante d’Italia, cosa misconosciuta ai più. Già intorno ai Templari si è creato nel tempo – ma tutt’ora si sta alimentando – un alone di falso mistero, di tesori e di segreti per iniziati, cosa veramente lontana dalla realtà storica. Trasmissioni e servizi giornalistici privi del necessario rigore scientifico stanno purtroppo alimentando il problema (l’ultimo, ma non l’unico, è stato il servizio su Voyager).

«In più – sottolinea Sonia Merli – in merito alle tracce dei Templari Umbria, c’è veramente confusione non solo tra gli studiosi fuori dai confini nazionali, ma anche tra gli addetti ai lavori di casa nostra». Degna di nota anche l’introduzione di Paolo Caucci Von Sauken, che ha posto l’accento sulla necessità, tanto più quando si tocca l’argomento Templari, di un approccio interdisciplinare e comparativo. Il parallelo proposto dal professore è tra due ordini monastico-militari: I cavalieri ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme (oggi cavalieri di Malta) da una parte e i Milites rempli, i cavalieri del tempio (o Templari) dall’altra. Ha portato il suo saluto alla conferenza, l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Teresa Severini.