[La guerra del sale (1540), Paolo III e la sottomissione di Perugia]

da un nostro contributor

Giovedì pomeriggio ho assistito alla presentazione di questo libro.
Interessante approfondimento su un importante momento della storia cittadina, eventi storicamente noti ma che non si conoscono mai abbastanza, ogni volta si apprendono dei particolari nuovi.

In questo caso in special modo perché il libro è scritto da uno storico non perugino il quale ha attinto – tra le altre – da fonti inedite per noi, che hanno permesso di avere uno sguardo esterno – per così dire – alla vicenda e di poter effettuare una ricostruzione tutto tondo non solo della guerra del sale, ma anche di quello che è stato il contesto in cui la guerra di rivolta di Perugia contro lo Stato Pontificio (più propriamente il Patrimonio della Chiesa, perché la dizione di Stato – o Stati – Pontificio/i è un’invenzione del Congresso di Vienna del 1815) si inserisce. È appena il caso di ricordare che il 1540, anno dell’evento bellico a Perugia, è una delle date che si può definire di cesura tra epoca delle libertà comunali ed epoca dello stato assoluto.

Ma l’eco di questo evento ha avuto una risonanza a carattere locale, circoscritto all’Umbria, perché a livello nazionale, generale, altri sono gli avvenimenti accaduti nella prima metà del 1500 e indicati tradizionalmente come eventi di passaggio appunto tra Medio Evo ed epoca moderna: la caduta di Firenze del 1530 (I Medici che entrano a Firenze con le truppe di Carlo V e ne riprendono il controllo); la caduta della repubblica di Siena ad opera dei fiorentini nel 1555.

Relatori per l’occasione, oltre all’autore, Erminia Irace dell’Università di Perugia e Niccolò Capponi studioso di storia rinascimentale, che hanno riscosso grande apprezzamento da parte di una attenta platea presente numerosa nel palazzo della Fondazione Ranieri di Sorbello.