POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Inaugurazione col botto: già 1200 prenotazioni. Ma perchè il sindaco Romizi è sceso ad Arezzo e tornato in auto? Chi ha pagato il servizio di Busitalia per riguadagnare Perugia da Firenze?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Finalmente è arrivato il gran giorno di Freccetta rossa, che si candida al ruolo di Freccia rossa ma non lo ha ancora conquistato dato che da Perugia a Firenze ci mette un’ora e mezza. Alle 5,13 si sono presentati per il viaggio inaugurale non in moltissimi (la presidente della Regione, i candidati deputati al collegio uninominale della Camera Prisco e Leonelli, la cheerleader leonelliana Casciari, solo due assessori regionali, quello al ramo Chianella e l’eroico Bartolini, autorità varie da Bianconi a Mencaroni, al supertecnico Zurli quindi il consigliere Squarta e il sindaco Romizi per chiudere la carrellata) ma tutti determinati a sfidare il freddo e l’umidità.

I tecnici hanno subito fatto sapere che è stato un successo: 1.200 biglietti venduti appena si è saputo del lieto evento. La sperimentazione inizia nel modo migliore, ma questo dice due cose:

  1. Che la voglia degli umbri di uscire dall’isolamento ferroviario non si ferma di fronte a nessun orario fantozziano
  2. Che l’Umbria ha imparato a far festa con quel che ha, altro che sogni di maggiore autonomia e muscoli da mostrare.

La temperatura ufficiale al via era meno due. Quella percepita? Al barometro era segnata come “qui comincia la tajga caucasica”. Freddo e umidità a parte, resta il mistero per il quale il viaggio inaugurale (visto che c’era l’irrefrenabile desiderio di mettersi in posa in una memorabile foto ricordo) è stato interrotto a Firenze e non si è raggiunta Milano. Il sospetto è che i posti nel vagone occupato dalla delegazione umbra erano venduti dai viaggiatori che salivano a Firenze. Ma magari non è affatto così. Però il sospetto rimane. E aggiungerebbe una ulteriore nota fantozziana a questa memorabile inaugurazione.

Ma un altro micro-mistero è in attesa di essere svelato: il sindaco Romizi, il candidato (e attuale assessore comunale di Perugia) Prisco e il sindaco Romizi hanno abbandonato la carovana ad Arezzo. Un congiunto del consigliere Squarta ha provveduto a riportare alla base, in auto propria, i tre esponenti del centrodestra. Si sostiene che per, par condicio, sia sceso anche Leonelli con la cheerleader.

Le motivazioni di Leonelli al momento non si conoscono, quella ufficiale di Squarta parla di una commissione regionale che il consigliere doveva presiedere alle 9.30. La parte di giunta regionale presente, grazie al Signore, non aveva impegni. Ma un sospetto si incunea. Fonti di solito ben informate narrano di qualche malumore relativo al ritorno in autobus da Firenze deciso dall’organizzazione del memorabile viaggio inaugurale. L’autobus chi lo metteva? Busitalia, che ha ottimi rapporti con la Regione, ma non è la stessa cosa di Trenitalia, che ha al suo arco tutte le Frecce e anche la nostra Freccetta. Perciò qui arriva la domanda-chiave: chi ha pagato il pullman del ritorno? Il costo verrà forse addebitato ai passeggeri del ritorno? Se mai dovesse succedere faranno fede le foto dell’interno del pullman?