Fondo sanitario, passa il lodo Barberini: più soldi all’Umbria

L'assessore Luca Barberini
L'assessore Luca Barberini

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La giornata politica. Successo della Regione al Ministero. Intanto a Terni su palazzo Spada sventola bandiera aliena

di Marco Brunacci

PERUGIA – Giornata politica con molti appuntamenti ma due su tutti. Partendo dalla notizia concreta: si è a lungo dibattuto al Ministero della Salute prima di arrivare alla stretta finale, ma ora la ripartizione del Fondo sanitario nazionale è un piccolo successo per l’Umbria. Passa il lodo Barberini e l’Umbria incrementa i suoi finanziamenti.

Come si sa le risorse per la sanità sono limitate e quindi devono essere gestite con il massimo del raziocinio. L’Umbria si è segnalata in questi ultimi anni per aver speso bene, per aver tagliato (anche se tra mille difficoltà) qualche ramo del quale si poteva fare a meno. La Regione è stata riconosciuta come benchmark, quindi con un ruolo di riferimento per altre Regioni. Chiaro che non tutto va bene, ma sicuramente c’è un impianto sul quale si può continuare a lavorare correttamente.

Da qui il risultato ottenuto in queste ore e del quale si conoscono al momento pochissimi dettagli. Si sa che il Fondo sanitario darà all’Umbria più soldi, visto che quelli finora stanziati sono stati spesi meglio rispetto a tante altre Regioni. L’incremento sarà, in un contesto di chiari luna, abbastanza rilevante, ma dovrà indurre l’Umbria a continuare nell’opera di razionalizzazione e cancellazione delle duplicazioni e delle spese inutili sul territorio.

L’assessore Barberini era molto soddisfatto del lodo, anche se non si illude: l’intesa raggiunta oggi dovrà essere ratificata dai ministri del prossimo governo e confermata nella legge Finanziaria. Avere ottenuto però il riconoscimento delle proprie buone ragioni non è cosa da poco. Nelle prossime ore arriveranno i particolari dell’intesa sul Fondo.

Una nota per il caso Terni che ha monopolizzato l’altra parte della giornata politica, al solito senza nessuna conclusione. I marziani che potrebbero impedire il voto del 27 maggio prossimo sono all’opera. Si direbbe che ormai su palazzo Spada batte bandiera aliena. Infatti anche il 15 febbraio è passato tra tira e molla senza fine, per arrivare a indire una nuova riunione e un nuovo consiglio e un altro confronto. Fino al 19 c’è tempo per fare e disfare tutte le tele di Penelope possibili e immaginarie. Nessuno capisce bene cosa si stia discutendo. Ma si sa per certo che la fine del mediocre giallo è scritta: i cittadini di Terni con più tasse e meno servizi saranno chiamati a pagare il dissesto del Comune, nel mentre una intera classe politica non si sa di cosa stia discutendo. Ma tutti pronti alla prossima puntata.