Fai suonare il tuo cellulare e vinci: torna l’IPod Battle

Willie Peyote
Willie Peyote

Perugia, all’Urban tre giorni di eventi: dalla sfida all’ultima canzone all’ironia di Willie Peyote fino al Bellaciao di Ralf

PERUGIA – All’Urban venerdì 23 febbraio torna a grande richiesta la IPod Battle: otto squadre si affronteranno in una sfida all’ultima canzone. Per partecipare basta un qualsiasi telefono.

«Solo una squadra sarà la vincitrice – spiegano dal locale -, incoronata dal pubblico munito di Superpaletta! Oltre al pubblico ci sarà la severissima giuria di qualità presieduta dal Maestro Schifanoia».
Per iscriversi c’è tempo fino a giovedì 22 febbraio e dopo la battaglia si continuerà a ballare. Per iscriversi basta mandare un messaggio privato alla pagina del Friday I’m in rock indicando:
– Nome del Team
– Pezzi scelti (6 – preferibilmente di buona qualità audio – non scaricati da youtube)
– Un recapito telefonico
– Le squadre scelte verranno contattate telefonicamente giovedì 22 febbraio.

Dopo questa serata speciale, sabato 24 febbraio primo appuntamento del Roghers Spring Festival: tre serate, tre appuntamenti con tre artisti della nuova scena musicale italiana.
Si parte con il concerto di Willie Peyote, al secolo Guglielmo Bruno, torinese classe 1985, astro crescente del panorama musicale nazionale e non solo.
La sua penna, sottile e acuta, insieme alle scelte musicale versatili e raffinate, ne fanno un artista capace di raggiungere un pubblico vasto quanto variegato, trascendendo i limiti del genere a cui appartiene.
Se il valore dei suoi testi, che potrebbe definirlo più cantautore che rapper, si evince fin dall’ascolto dei primi due dischi “Manuale del giovane nichilista” e “Non è il mio genere, il genere umano”, è con “Educazione Sabauda”, uscito il 27 novembre 2015, che la sua opera raggiunge l’apice.
Irriverente, ironico e mai convenzionale, Willie Peyote si discosta dal diffuso stereotipo del rapper riuscendo a conquistare anche le platee più difficili.
Lo ha dimostrato vincendo il 1°premio della ll edizione del concorso per cantautori “Genova per Voi” e venendo selezionato per reinterpretare il brano “Buttare li qualcosa” dal “Festival Gaber”.
Willie Peyote registra un crescente successo di pubblico e critica: dedicano a lui spazi i canali d’informazione più tradizionali (Tg3, Quelli che il Calcio di Rai 3, Radio 2, La Stampa, Repubblica, Rumore, Rolling Stone), e quelli di nuova generazione (a poche ore dalla sua uscita Educazione Sabauda era uno dei dischi più ascoltati su Spotify).
Ma non è solo la cifra stilistica, a metà tra il rap e il cantautorato, a fare di Willie Peyote una felice eccezione nel panorama contemporaneo italiano, ma anche e soprattutto il contenuto dei suoi testi.
Le sue liriche, infatti, danno un ritratto acuto e molto personale del presente in cui viviamo, offrono istantanee efficaci della società di oggi, ne immortalano le tendenze (”La dittatura dei non fumatori ) ironizzando sui suoi vizi (C’era una Vodka) e ne offrono una critica mai scontata, come nel brano “Io non sono razzista ma…”.
Willie Peyote ha presentato dal vivo “Io non sono razzista ma…” nella trasmissione “Che Tempo Che Fa” di Rai 3 ad aprile 2017.
La promozione del disco “Educazione Sabauda” si è conclusa con il tour estivo 2017, che ha toccato 30 città italiane.
Il 6 ottobre è uscito l’ultimo disco “Sindrome di Tôret”, nuovo concept album di Willie Peyote con distribuzione Artist First.
L’intero disco affronta il tema della libertà d’espressione e dei limiti della stessa, in un’epoca in cui la comunicazione è cambiata profondamente a causa della tecnologia.
Con riferimenti e citazioni più o meno velate alla musica italiana degli ultimi quarant’anni, oltre al già menzionato Signor G., Willie Peyote delinea un sound e una forma lirica che vanno da Battisti a Bruno Martino, passando dal nuovo cantautorato pop e prendendo spunto dalla narrazione tipica della stand-up comedy e della satira: capovolge il punto di vista collettivo e sviluppa un pensiero critico attraverso la provocazione e l’ironia.
Irriverente, ironico e mai convenzionale, Willie Peyote si discosta dal diffuso stereotipo del rapper riuscendo a conquistare anche le platee più difficili.

Prima di lui sul palco Asia Ghergo.
Asia Ghergo, una chitarra, una voce, capelli biondi e tanti girasoli, è una giovanissima artista marchigiana. Nell’estate 2016 apre il suo canale Youtube e lo riempie di tante cover del genere indie italiano, da Lo Stato sociale, Calcutta, i Thegiornalisti, i Cani, fino ad osare con la trap della DarkPoloGang. Molto apprezzata sul web, viene condivisa da molti; ultimamente porta le sue cover un po’ in giro aprendo i concerti delle band della scena indie.
Aftershow by Roghers.

E domenica 25 gran finale del fine settimana dell’Urban con Ralf e la sua Bellaciao.