Il presidente del Senato nella città dell’acciaio: dove e quando

di Comitato cittadino Liberi e uguali
(riceviamo e pubblichiamo)

TERNI – Domenica 25 febbraio alle ore 17 il presidente del Senato, Pietro Grasso, sarà a Terni nella sala conferenze dell’hotel Michelangelo in viale Della stazione n. 66, per un’assemblea pubblica nell’ambito della campagna elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo 2018.

L’iniziativa sarà introdotta da alcune testimonianze che racconteranno la realtà difficile del mondo del lavoro del nostro territorio: dalle acciaierie alla sanità passando per la ricerca. Un racconto vivo di esperienze di precariato ma anche di storie in grado di guardare al futuro Si parlerà infatti di lavoro, diritti e innovazione per Terni e l’Umbria.

Centrale nel programma di Lineri e uguali è la lotta alle diseguaglianze sociali divenute intollerabili, che ovunque mettono a rischio le fondamenta della democrazia e aiutano le politiche peggiori a farsi spazio. L’impegno di liberi e uguali non finisce qui: le proposte vertono anche per la tutela del nostro pianeta e dell’ambiente, per un altro modo di produrre e consumare, per l’istruzione pubblica e di qualità per tutti, per la sanità pubblica e il diritto di tutte e tutti a ricevere le cure adeguate, per un lavoro che non calpesti la dignità di nessuno, con diritti e tutele, con una paga adeguata e un nuovo welfare che consenta di sfuggire ai ricatti. Come Liberi e uguali Non smetteremo di combattere contro le mafie e la corruzione che soffocano il futuro dell’Italia, per una democrazia in cui torni a contare la voce dei tanti e non gli interessi dei soliti noti, per la nostra Carta Costituzionale che giunta al suo settantesimo anniversario necessita non solo di essere difesa, ma soprattutto di essere attuata fino in fondo.

Pietro Grasso: Magistrato di lungo corso, una vita spesa a combattere la mafia. E’ stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra, tenutosi a Palermo tra il 10 febbraio 1986 ed il 10 dicembre 1987, collaborando con i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Come è noto, il lungo dibattimento si concluse con l’irrogazione di 19 ergastoli e 2.665 anni di reclusione, con una sentenza scritta personalmente da lui. È stato consulente della Commissione parlamentare antimafia e procuratore nazionale antimafia. Dal 2013 è stato Presidente del Senato. È da quello scranno che ha maturato la necessità che la Sinistra ritrovi quella che lui chiama “la connessione sentimentale” con il suo popolo.