Bufale social: di questi tempi serve la laurea per distinguere realtà e finzione (ma a volte non basta un master alla Bocconi)

PERUGIA – In tempi di bufale, o di fake news come si dice oggi, c’è da stare attenti a condividere o prendere posizione su fatti di cronaca letti qua e là sui social network. Pena il rischio di tremende figuracce, che anche e più proprio sui social una volta fatte restano lì, a beneficio di chi legge. A ricordare, impietose: «ci sono cascato».

Cascata, nel caso. Perché a finire nella trappola della notizia inventata, stavolta, è stata una donna. E che donna. Chiara Tomassini: perugina, un master alla Bocconi, secondo nome nel listino dei candidati in Umbria della Lega al Senato . Che sul suo profilo facebook ha condiviso, contribuendo a diffonderla, la falsa notizia dello straniero in viaggio su un frecciarossa, praticamente senza biglietto – ne aveva uno per un interregionale secondo l’autore originale del post-bufala – ma con l’ultimo modello di smartphone in mano. Un post-bufala, appunto, come precisamente ricostruito da Valigia blu e da Giornalettismo in prima battuta, e come poi confermato in una nota (inviata al Corriere) da Trenitalia. Di più. Un post-bufala con tanto di foto del presunto viaggiatore a scrocco, con viso parzialmente coperto ma totalmente riconoscibile.

Tornando alla Tomassini, una chicca: l’aspirante senatrice non si è limitata a condividerlo, quel post-bufala. L’ha ribattuto. L’ha copincollato come fosse suo con tanto di foto, con volto riconoscibile, caricata di nuovo. Con in cima un avviso: «Da leggere, furtata dal web». In tempi di bufale non basta una laurea (manco un master alla Bocconi) per schivare le bufale e distinguerle dalla realtà.