«Curata con umanità senza spendere un euro, lode alla buona sanità di Perugia»

La testimonianza: «Avessi avuto i miei problemi di salute mentre ero negli Usa, dove spesso vado per lavoro, avrei dovuto vendere buona parte del patrimonio di famiglia per pagare le spese mediche»

PERUGIA – «Se avessi avuto anche uno solo dei miei problemi di salute mentre ero all’estero – magari negli Stati Uniti d’America, dove si reca spesso per lavoro – avrei dovuto vendere una buona parte del patrimonio di famiglia per pagare le spese mediche di cure costosissime che sono state invece sostenute dal servizio sanitario nazionale ».

Maria Camilla è una affermata imprenditrice che vive in provincia di Perugia, spesso in viaggio per il mondo per promuovere prodotti dell’agroalimentare di una azienda attiva da più di mezzo secolo. Proprio di ritorno da un viaggio a New York, ad inizio dello scorso anno, accusò un malore che richiese l’intervento prima del medico di base, poi dei servizi sanitari di Usl 1 e infine dell’ospedale di Perugia. Racconta: «Avevo un intenso mal di testa ma sulle prime pensai fosse legato a un periodo di stress e al fuso orario, ed invece…». Bastò un risonanza magnetica per evidenziare una grave patologia neurologica; il responso fu di sclerosi multipla.

«A quel punto iniziò il mio calvario, ma sulla mia strada ho incontrato dall’inizio professionisti straordinari. Ho deciso di raccontare la mia storia – sottolinea Maria Camilla – perché voglio rendere merito a professionisti straordinari con qualità umane utili quanto le terapie». Maria Camilla aggiunge di essere stata sollecitata da più parti di rivolgersi a centri fuori regione: «Ho rinunciato anche al secondo parere perché mi sembrava voler tradire la fiducia di medici che mi stavano dando tutto, prendendosi cura del mio corpo e del mio spirito». Come se non bastasse, visto che quando inizia a piovere c’è da preventivare una bufera, è arriva un’altra diagnosi devastante: una mammografia eseguita dopo una auto palpazione evidenziò un tumore al seno.

«Dicono che noi donne sappiamo reagire meglio a certi impatti con la dura realtà, ed è verissimo – prosegue Camilla -. Nel mio dna c’è che non mi sono mai pianta addosso, ma se ho resistito bene è anche grazie alle persone speciali che ho trovato lungo il mio giorno dopo giorno». Nonostante gli effetti della chemioterapia sono ancora evidenti, l’imprenditrice vuole dare conto di quanto ha ricevuto in termini di umanizzazione delle cure e per questa ragione ha chiesto di incontrare il direttore generale Emilio Duca  (foto) per rendere una commovente testimonianza.

«L’elenco dei ringraziamenti è lungo, ma porterò sempre tutti nel cuore. Con i responsabili delle strutture dove sono stata curata ,voglio comprendere tutto il personale sanitario che vi opera; dico grazie al prof. Paolo Calabresi della Neurologia, al direttore della Brest Unit Dr. Paolo Gerli a medici e infermieri del day hospital della Oncologia Medica del dottor Fausto Roila. Dopo pesanti cicli di chemioterapia e l’asportazione del tumore al seno ho ritrovato la salute e il mio non è un ottimismo di maniera. Sono guarita e non lo dico certo per darmi coraggio. Lo dicono i controlli medici, l’ultimo di poche ore fa. Ho usufruito di una straordinaria tecnica ricostruttiva del seno, ritrovando così la mia femminilità appena scalfita, ferita solo per pochi minuti, perché quella cicatrice è già sparita».

La giovane donna che ha ripreso l’attività forzatamente interrotta, lancia ora un appello carico di gratitudine e speranza: «A volte dimentichiamo quanto la nostra Umbria offre in termini di servizi sanitari, una eccellenza che emerge solo quando si sta male. Ho usufruito di cure impegnative e costose senza pagare nulla, a differenza di quanto capita a me e ai miei familiari quando andiamo all’estero, obbligati a sottoscrivere costose polizze assicurative per cautelarsi dai costi della sanità di quei paesi».