«Come hanno fottuto i trenta/quarantenni»

Ciccio Rigoli (foto Facebook)
Ciccio Rigoli (foto Facebook)

L’articolo virale di Ciccio Rigoli: dal cabaret a Perugia alla sfida di un co-working speciale a Milano. Lo sfogo di una generazione tutto da leggere. A qualunque età

«Quando ero piccolo io negli anni Ottanta, bastava studiare e la questione era risolta. Una vita gloriosa si stendeva davanti a noi, che avremmo potuto studiare, non avremmo dovuto emigrare, avremmo avuto una vita piena e ricca di soddisfazioni. L’Italia pompava fatturato, i Mondiali di Italia 90 erano la rappresentazione chiarissima di come stava evolvendo e crescendo e godendo questo Paese».

Comincia così il lungo articolo a firma di Ciccio Rigoli, pubblicato qualche giorno fa su Medium.com e diventato virale in pochissimo tempo. Lo sfogo di una generazione che, però, andrebbe letto a tutte le età. Perché, «dopo che tutti ci avevano detto “Studia così starai bene”, ci siamo accorti che non era così. E hanno pure cominciato a dire che era colpa nostra che eravamo stati abituati bene e che dovevamo adattarci. E a me viene da dire che non l’avevamo chiesto noi di essere trattati bene, non eravamo stati noi a creare le pubblicità del Mulino Bianco dove tutto andava sempre bene, non eravamo noi ad aver girato i film con Jerry Calà ed Ezio Greggio che ci avevano riempito la testa di successo, di vita bella e soldi facili. L’avevate fatto voi, che oggi siete sessantenni o settantenni e dopo averci riempito di palle sul fatto che voi avevate lavorato duramente ma adesso noi non avremmo fatto la stessa fine vi siete ritrovati con la casa di proprietà mentre noi fatichiamo a mettere insieme il pranzo con la cena. Vi siete ritrovati con più macchine nel garage mentre noi faticavamo a fare l’abbonamento dei mezzi. Ci avete bruciato, maledizione, e ci abbiamo messo anni ad accorgercene. E non avete fatto nulla per prepararci allo sfascio, ce lo siamo ritrovati davanti, e l’unica cosa che avete saputo dirci era: “Adeguati, non c’è budget”. E dove cazzo sono finiti tutti quei soldi? Stanno lì, nelle vostre pensioni con il sistema retributivo, nei pensionati a 50 anni che poi hanno aperto un’altra attività».

Un articolo che è bene leggere per intero a questo link, per capire fino in fondo (e comprenderne la viralità) il messaggio di Ciccio Rigoli, oggi CEO e fondatore del co-working Slam (dedicato a editoria e spettacolo), dopo essere stato «il primo libraio digitale d’Italia», come racconta perfettamente questo articolo dell’ottima Francesca Milano sul Sole 24 ore. Ma prima di promuovere le Goleador (sì, le Goleador) forse come moneta unica, ma certamente come bene rifugio, la generazione dei trenta/quarantenni di Perugia ricorda Ciccio quando, studente universitario, animava le serate all’Elfo 2 insieme a un irresistibile Vincenzo Albano (già a Zelig). Insieme erano i Mensana e le loro esibizioni di cabaret sono un ricordo indelebile della night life di Perugia all’alba dei Duemila.