POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il retroscena, Rometti e C. esclusi dai collegi uninominali, si stanno mobilitando e fanno sul serio. Nei collegi di Perugia 1 e Umbria I valgono dal 4 al 6 per cento

Di Marco Brunacci

PERUGIA – La campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, ma i primi sussulti sotterranei si cominciano ad avvertire. Anzi qualcuno dice che si è attivata una faglia dormiente dalle parti del centrosinistra. Per dirla tutta e subito: c’è una sorta di bomba innescata che è il voto socialista in Umbria – e nei collegi perugini in particolare – dove il Psi può valere fino al 6%.

C’è chi minimizza, chi afferma, un po’ spavaldamente, che comunque alla fine Silvano Rometti e C. torneranno all’ovile, basta ricordar loro dove governano col Pd e i vantaggi che ne hanno. Ma stavolta il calcolo è miope per molti versi. Viene segnalato infatti in questi giorni, dopo la grande delusione dell’esclusione dai collegi uninominali del centrosinistra di rappresentanti socialisti, dopo le dichiarazioni al vetriolo di Rometti e degli altri dirigenti Psi umbri, un passaparola fitto come un ricamo al tombolo: piccoli e grandi leader che si incontrano o si scambiano messaggi sul filo di un refrain: «Questo affronto non ce lo dimentichiamo». Segnalato anche un intreccio di telefonate. Non sfuggirà come a Perugia Forza Italia abbia avuto dal vecchio Psi un travaso di voti e di esponenti che ne ha sancito il successo fino alla conquista della poltrona da sindaco di Perugia.

Dato che la misura per il Psi è colma e che l’analisi della situazione politica è ormai da considerarsi definitiva («La nostra esclusione – spiegano al Psi – non è tanto colpa di Renzi quanto del segretario regionale Leonelli e della sua alleata Marini») è davvero possibile che stia prendendo forma una doppia strategia, più o meno ufficiale: lasciar liberi i voti socialisti come risultato minimo, ma addirittura studiare come appoggiare candidati alternativi a quelli del Pd, i quali Pd per altro hanno già abbastanza ansie, stando ai sondaggi che sono girati negli scorsi giorni.

In realtà la bomba socialista può esser deflagrante soprattutto in quelli che venivano considerati gli ultimi due collegi blindati del voto in Umbria, quelli di Perugia Camera e di Umbria I Senato. In verità sul Senato Rometti e gli altri dirigenti di peso del Psi possono incidere ma in maniera relativa. Il gap di voti rispetto alle ultime politiche (quelle del 2013) è impressionante, non sarà facile fare la differenza. Storia diversa sul Collegio uninominale della Camera a Perugia: qui Rometti può far valere una vera e propria golden share. Ottenendo due risultati: colpire il segretario regionale del Pd che ritiene responsabile della sua esclusione e affermare la necessità per i democrat di fare i conti preventivamente con il Psi.

Numeri alla mano, fanno presente i socialisti, nel Perugino il Psi può contribuire a una sconfitta o almeno a un drastico ridimensionamento dei candidati blindati Leonelli e Giulietti. Che sarebbe come andare a letto Lady Gaga e risvegliarsi Orietta Berti.

E’ ovvio però che di fronte a questi sommovimenti e i rischi conseguenti, ci saranno iniziative per andare incontro alle esigenze socialiste. Ma qui bisogna dar ragione ai più attenti osservatori che obiettano: dopo questa fregatura, dal Pd cosa possono promettere a Rometti e C. per essere presi sul serio? Ma ancora di più: come possono credere Rometti e C. a qualunque promessa Pd visto che da quelle stanze li hanno cancellati con un tratto di penna senza degnarli di uno sguardo?

Chi ritiene invece che stavolta se ne vedranno delle belle, è convinto che per il Psi questo sia un momento unico per far valere la loro forza e andarsi a contare. E a Perugia i conti potrebbero non tornare per la coalizione di centrosinistra. Un brivido lungo la schiena che altro che l’acrobata sul filo in piazza IV Novembre.