Aggrediti due attivisti di Potere al popolo: trauma cranico e coltellate

Il pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)
Il pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia (foto Settonce, ©RIPRODUZIONE RISERVATA)

Perugia, in quattro li hanno assaliti mentre attaccavano manifesti elettorali a Ponte Felcino. Ferroni: «Agguato fascista». Oggi una manifestazione

PERUGIA – Violenza a Ponte Felcino nella serata di martedì, quando due attivisti di Potere al popolo sono stati vittime di un agguato da parte di quattro persone mentre stavano attaccando dei manifesti elettorali.

Secondo la prima ricostruzione, i due rappresentanti di Potere al popolo si sono ritrovati accerchiati davanti  a una struttura per le affissioni elettorali da un gruppo – evidentemente – di diversa posizione politica. Incappucciati e armati di bastoni, hanno picchiato i due attivisti finché è uscita anche un’arma da taglio che ha raggiunto uno dei due alla schiena e a una gamba. Per l’altro si parla di trauma cranico a causa di una bastonata. I quattro aggressori sono poi scappati, mentre sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri. I due sono stati portati al Santa Maria della Misericordia e dimessi la mattina di mercoledì, viste le condizioni per fortuna non gravi (nonostante, per l’accoltellato, uno dei fendenti abbia quasi sfiorato un polmone).

La notizia è confermata da Andrea Ferroni, esponente di spicco del partito di Perugia, che anticipa la notizia di una manifestazione (oggi pomeriggio alle 18 in piazza IV Novembre) e parla di «agguato fascista». «Ieri sera – scrive Ferroni su Facebook – sono stati aggrediti con armi da taglio due nostri compagni mentre stavano attacchinando quali esprimiamo la nostra solidarietà. Il clima di odio scatenato in questi mesi da una classe politica irresponsabile che ha soffiato sul fuoco sta producendo i suoi frutti avvelenati. A Pagare il prezzo di questa violenza siamo noi, i migranti, i diversi, gli attivisti solidali. Chiediamo lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste, vogliamo in questa campagna elettorale parlare di lavoro e giustizia sociale, mentre siamo costretti da soli a mobilitarci ovunque contro chi alimenta odio e guerra tra poveri. Stiamo lavorando per organizzare una assemblea popolare per questa sera. Vi terremo informati. Il fascismo non passerà». Da acceso che era, insomma, il clima intorno alle elezioni e all’affissione dei manifesti – vedi botta del Pd e risposta di Casapound (con Forza Nuova che ancora tace) – ora si fa davvero rovente. E insanguinato. Sui fatti di stanotte indaga anche la Digos.