Acciaierie e Perugina, basta gente che cade dal pero

Una manifestazione in difesa delle Acciaierie di Terni (foto SkyTg24.it)
Una manifestazione in difesa delle Acciaierie di Terni (foto SkyTg24.it)

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Politica e sindacati chiamati a prendere atto dell’economia che cambia. A Terni si va verso la vendita a marzo. Con possibili clamorosi rientri. I duri dati della Ires Cgil

di Marco Brunacci

PERUGIA – Basta gente che cade dal pero. Di Perugina e della necessità di ristrutturare che aveva Nestlè secondo le regole imposte dal mercato internazionale, si sapeva almeno da due anni. Si è iniziato a discutere tardi, per grande disponibilità delle parti i risultati della trattativa non sono male ma quanto gente, nel sindacato e nella politica, ha fatto finta di sorprendersi. Non va ripetuta l’esperienza con le Acciaierie di Terni, dove oggi c’è stato uno sciopero e si è iniziato a parlare dell’ipotesi della vendita dei tedeschi di Thyssen ad altro player del settore.

È il caso di ricordare allora, a politica e sindacati, che di vendita si parla nell’intesa raggiunta dopo la vertenza che ha portato all’uscita incentivata (con 80mila euro) di centinaia di lavoratori. In quel protocollo l’impegno dei proprietari tedeschi è quello di predisporre l’impianto per collocarlo sul mercato al meglio dell’efficienza. L’ipotesi di vendita è quindi molto più di un’ipotesi. Anzi chi sa sta anche definendo i tempi: si parla di metà marzo per iniziare l’iter che sarà ovviamente complesso dovendo piazzare sul mercato un sito produttivo dell’acciaio. Si parla anche di clamorosi rientri per guidare le trattative.
Alla politica e al sindacato spetta il ruolo importante di fare di tutto per salvaguardare i posti di lavoro, perché vanno salvaguardati sempre ma in Umbria in modo speciale. Stando almeno ai rilevamenti dell’Ires Cgil, che parla di disoccupazione reale pesante, precariato dilagante e povertà incipiente per molte famiglie. Magari esagera, ma certo la situazione non è bella. Ma una cosa politica e sindacato non possono permettersi, cadere – come si è detto all’inizio – dal pero. Verifiche si possono fare, garanzie devono essere
chieste ma ci si deve predisporre da subito a un passaggio di proprietà delle Acciaierie con tutti i possibili traumi del caso, da evitare dove possibile o da ammortizzare.
Sullo sfondo c’è la realtà dell’industria che se ne va dall’Umbria, nonostante qualche realtà sembri aver trovato nuovo vigore dalla ripresa europea.