Università Gallenga, in arrivo un “re” straniero

DSC_7396rettore giovanni paciullo, inaugurazione anno accademico, unistra, unipg, università degli studi di Perugia, università per stranieri (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Paciullo in scadenza (verso Pegaso?). Con Bolli, Zaganelli, Costamagna e Chionne in pista, si cerca però un rettore Umbria da fuori per una svolta

PERUGIA – Un libero docente sostiene con un sorriso che, a ben guardare, l’Università Gallenga, è stata ed è ancora la grande segreteria di Giorgio Spitella, rettore storico, parlamentare Dc e di sicuro personaggio di primo piano nella Perugia di fine millennio.

Sarà, però adesso che tramonta l’era del rettore Paciullo (a giugno si vota per il rinnovo) la notizia è che si cerca un re straniero per la Gallenga, un prof di chiara fama e di altrettanto chiara determinazione a metter mano alle cose dalle fondamenta, in arrivo da altro ateneo, per salvarla da un declino che va al di là delle singole responsabilità e però è nei fatti.

I numeri dicono che si è scesi negli ultimi anni – si sussurra nelle segrete stanze – a quota 900 iscritti e che nessuna università italiana ne ha meno di mille. I medesimi numeri sussurrati nei corridoi dicono che si partiva dai 1300-1400, che sembravano già pochissimi. I bilanci non sono affatto da default, ma bisogna saper guardare al futuro e far di conto. Il patrimonio è ingente, ma i soldi devono entrare tutti gli anni.
Come tutti gli anni escono.
Il rettore uscente Moriconi, quella dell’Università italiana, sembra già con un piede fuori e ha ancora un anno e mezzo buoni da comandante in chief, figurarsi la situazione del rettore uscente Paciullo, che di mesi ne ha rimasti un ciuffo.
Con i numeri deve confrontarsi, ma al veleno che scorre a fiumi nei corridoi della Gallenga, Paciullo si è sempre sottratto con impareggiabile maestria democristiana. Ora però appare appesantito dalle troppe schermaglie in corso e dal completamento del faticoso cursus honorum e così il suo ultimo progetto (un’intesa con l’Università dei sapori a guida Anna Rita Fioroni) non è – con tutto il rispetto – esattamente
una cosa che ti lancia nell’orbita del quarto millennio. Almeno l’intesa per il food fosse con Farinetti che il brand ce l’ha e internazionale.

C’è chi immagina adesso un futuro del rettore Paciullo all’Università Pegaso, quando ad ottobre, lascerà, ma è sicuro che tutti dentro Palazzo Gallenga hanno in mente soprattutto il futuro della loro Università. Ed ecco come si arriva al re straniero, la cui ricerca potrebbe essere già cominciata. Le potenziali candidate a rettore sono la prorettrice Bolli, il monumento professoressa Zaganelli e si può anche immaginare la
resurrezione della Costamagna se qualcuno smuove la pietra del sudario. Con ognuna difficile immaginare una svolta epocale. E allora c’è la riserva della repubblica, Chionne, che non somiglia a Winston Churchill.
L’ipotesi di diventare una succursale del dipartimento umanistico dell’Università italiana del pur onorato Mario Tosti viene vissuta come un film horror, tra un cigolare di porte e l’ululare di venti, a Palazzo Gallenga. Largo al re straniero, quindi. Ammesso che si trovi.