Porzi confermata presidente, manca solo un voto

Mancini, Porzi e Guasticchi

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Assemblea legislativa, fuoco amico (minimo) su Guasticchi. Malumori nel centrodestra, De Vincenzi se ne va

di Marco Brunacci

PERUGIA – Applausi e strette di mano, niente fuori copione: Donatella Porzi è stata confermata presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Quarta votazione, secondo previsione. La presidente uscente ha preso 12 voti, la maggioranza ne ha 13. Un consigliere di minoranza sostiene poi che c’è stato un voto di stima anche dal centrodestra. Ed è già caccia a chi, nella maggioranza, non ha votato (uno o due che siano) la Porzi. I sospetti sulla Casciari sono rinviati al mittente con sdegno.

Anche i vicepresidenti sono stati confermati ma Marco Vinicio Guasticchi ha ottenuto solo 10 voti della sua maggioranza che ne conta sempre 13. Troppo facile guardare ancora verso la Casciari solo perché pare avesse qualche ambizione ad entrare nel team presidenziale dell’Assemblea legislativa oppure sullo storico “non simpatizzante” di Guasticchi, segretario regionale del Pd oltre a consigliere regionale, Giacomo
Leonelli. Tutto probabilmente falso. Leonelli per altro da qui a venerdì dovrà dire se decide di fare il grande salto verso il Parlamento o prende atto che già così c’è troppa ressa. Ansia nell’attesa.

Nel centrodestra Valerio Mancini (Lega) ottiene a suo modo il record (in basso) dei consensi: appena 5. Non solo: ma De Vincenzi se ne va verso sinistra, nel gruppo misto, lasciando quello di Ricci, mentre Claudio Ricci stesso segna una distanza votando, insieme ai Cinquestelle, scheda bianca sul nome di Mancini.
La Porzi prende atto del risultato – l’accordo era blindato ma in questa stagione niente è mai scontato – e dichiara che «Palazzo Cesaroni sarà sempre di più la casa degli umbri».
Ma aggiunge anche un non ovvio «l’Assemblea deve essere un centro privilegiato di discussione e di confronto in cui contribuire a costruire un punto di riferimento in grado di disegnare il futuro della nostra regione, convinti come siamo che i processi vanno anticipati e non rincorsi».