Pd, la stoccata di Barberini a Leonelli: «Basta con mister “Non mi candido”»

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | L’assessore regionale duro, dall’Unione comunale di Foligno un sigillo sulle candidature. Schoen e la questione dei candidati dell’Alto Tevere nel collegio e nel proporzionale

di Marco Brunacci

Silenzio, parla Foligno. C’era molta attesa per la riunione dell’Unione comunale Pd di Foligno perché Foligno è città da sempre determinante per gli equilibri del partitone dell’Umbria Pci-Pds-Ds-Pd, perché da sempre innovativa (qui c’è stata la prima coalizione di centrosinistra umbra), perché qui c’è rimasto l’ultimo sindaco del Pd di città umbra di rilievo, senza i cerotti che ha quello di Terni. L’attesa non è stata vana.

Pronti con gli highlights. Ore 13,30, si va a chiudere, sale sul palco l’assessore regionale Luca Barberini. Si mette in faccia quell’aria di chi si è stancato di fare sempre il boy scout e parte così: «Adesso basta con mister “Non mi candido” Leonelli. Possibile che abbiamo un segretario regionale che ha iniziato due anni fa dicendo che non si candidava al consiglio regionale ed è in consiglio regionale, che non si non si candidava ancora e che è stato capogruppo. Ora siamo fermi alla sua dichiarazione in direzione regionale: “Non mi candido” e che succede? Siamo di nuovo alla imbarazzante situazione di due anni fa? Ma si può fare?».

Di più: «Noi stiamo per affrontare una tornata elettorale molto delicata per il Paese ma anche per il nostro partito. E come ci stiamo preparando? Ogni zona propone il suo candidato, c’è uno sfilacciamento complessivo. E perché? Perché non funziona la cabina di regia, mi sembra evidente. E la cabina di regia non funziona perché si ha la netta sensazione che ci sia chi gioca in proprio invece di essere al servizio degli altri e limitarsi a fare il play maker. Questo non è ammissibile perché il momento è complesso e difficile. Quindi: ristabiliamo i ruoli e mettiamoci a lavorare, al di là delle personali ambizioni, con il senso di responsabilità che il Pd ha sempre mostrato e deve continuare a mostrare».

In precedenza, da segnalare il segretario dell’Unione comunale Carlo Schoen. Eccolo mentre dice che il territorio vuol contare, ma non ci sono manie da solisti. «Siamo pronti a giocare in squadra, ma nel reciproco rispetto, rispetto che diamo e pretendiamo».
Altri passaggi di rilievo: in diversi interventi spesso ha risuonato il nome di Barberini come potenziale candidato dall’Unione comunale di Foligno, ma al momento è stato lo stesso Barberini a lasciar cadere il discorso. Non sono state lasciate cadere però altre sottolineature: per esempio che il territorio folignate non può essere considerato terreno di conquista per candidati dell’alto Tevere, sia nel proporzionale che nel collegio.

Infine: è stata anche esclusa l’ipotesi di avere candidati nel collegio folignate che – per la loro esperienza e il loro spessore – devono piuttosto – sostiene il Pd folignate – essere schierati a Perugia, il fronte più impegnativo per il Pd, la città nella quale si vuol riconquistare il Comune. I big vanno schierati a Perugia.