di MARCO BRUNACCI | Prende piede il sospetto che sia un progetto-baraccone per fare due o tre dirigenti in più. Dipendenti regionali ed ex delle Province sul piede di guerra

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il bailamme delle liste (e del dopo liste) ha abbassato il livello di attenzione su quel che succede in Regione. A ricordarlo i sindacati che marciano divisi come di più non si può verso la creazione dell’Agenzia regionale del lavoro.

C’è chi è per l’Agenzia, punto e stop, c’è chi dice che i lavoratori delle due Province di Perugia e di Terni sono già da considerarsi dipendenti regionali a tutti gli effetti nel settore specifico della ricerca del lavoro, c’è chi pensa che tutto questo fuoco d’artificio con scontenti di ogni genere tra i lavoratori sia stato messo in piedi solo per fare un paio di dirigenti nuovi, massimo tre prima delle elezioni o subito dopo.

A pensare male si fa peccato – secondo il vecchio adagio – ma qualche volta ci si azzecca. Di sicuro una cosa è già azzeccata. I dirigenti ad interim scadranno presto o prestissimo a secondo dei tempi che verranno decisi dai massimi livelli della giunta regionale e allora sarà inevitabile intervenire. Con gli assessori Paparelli e Bartolini già pronti alla bisogna.

Invece un dubbio viene avanzato da ambienti sindacali che non vedono di buon occhio la realizzazione della nuova grande Agenzia regionale per il lavoro, visto i tanti scontenti fra i dipendenti e proprio tra quelli che dovranno mettersi al servizio di gente umbra in cerca di lavoro.

Il dubbio: non bastava prendere atto di quello che c’era e cercare di sistemarlo e razionalizzarlo invece di realizzare una struttura ex novo? Siamo magari – è il sospetto – alle solite: si crea un gran baraccone non con l’idea di dare davvero un servizio razionale e più efficiente ai cittadini umbri (in questo caso umbri disoccupati o comunque in cerca di occupazione migliore) ma con l’intenzione di accontentare qualche postulante.

La situazione sul campo di battaglia, al momento, sembra essere questa: sul progetto complessivo la Cgil va verso la Regione, la Uil raccoglie firme per creare imbarazzi alla giunta regionale, la Cisl, con tutta la buona volontà, non ce la fa a vedere i motivi per cui realizzare questa nuova Agenzia come immaginata finora.