Avallato anche dai familiari dell’uomo che ha donato gli organi. Prelevati reni, fegato e cornee oculari: l’intervento è durato 19 ore

SPOLETO (Perugia) – Un ultimo atto d’amore. Altruista, disinteressato, di cui beneficeranno diversi pazienti in attesa di trapianto. Autore, uno spoletino di 59 anni al quale, scelta avallata anche dai familiari dell’uomo, dopo il decesso sono stati prelevati gli organi per essere donati.

Reni, messi a disposizione del Centro regionale trapianti del Lazio. Cornee oculari, inviate alla Banca degli occhi dell’ospedale di Fabriano. E fegato, trapiantato all’ospedale “S. Camillo” di Roma. Gli organi dell’uomo sono stati espiantati la notte scorsa nell’ospedale “San Matteo degli Infermi” di Spoleto. L’intervento è durato 19 ore: dalle 14 di martedì fino alle 9 di questa mattina. Complessa, articolata la macchina medica e organizzativa che si attiva in certi casi, che rende possibile il prelievo.

«Si tratta di un apparato complesso che, quando occorre prelevare degli organi, deve mettersi in moto immediatamente, facendo in modo che singoli servizi e reparti ospedalieri lavorino in perfetta sinergia e, soprattutto, velocemente», scrive in una nota l’azienda Usl Umbria 2. «Va infatti ricordato che, dopo il prelievo, l’organo deve essere trapiantato nel giro di poche ore affinché l’operazione possa andare felicemente in porto». In prima battuta si è attivata la commissione medica per l’accertamento della morte, presieduta dal direttore medico del San Matteo, Luca Sapori. A effettuare l’intervento, poi, sono stati il team dell’Unità di anestesia e rianimazione, coordinata dal dottor Riccardo Pannacci, quello di Anatomia patologica, presieduto dalla dottoressa Antonietta Partenzi, quello di Oculistica, presieduto dal dottor Giorgio Federici, e dai chirurghi dell’ospedale “S. Camillo” di Roma.

«Nell’esprimere cordoglio ai familiari colpiti dal grave lutto – conclude la nota -, il direttore generale dell’azienda Usl Umbria 2, dottor Imolo Fiaschini, ha espresso un sentito apprezzamento per il lodevole gesto di solidarietà e di generosità che trasforma un dramma familiare in una speranza di vita e di una esistenza migliore ad altri uomini e donne affetti da gravi patologie. Il Direttore generale ha rivolto inoltre un ringraziamento a tutti i sanitari del “San Matteo degli Infermi” che, con grande professionalità, si sono prodigati per il buon esito delle operazioni».