«Io, vittima di bullismo, vi spiego come mi hanno convinta che la mia vita fosse un tunnel senza uscita»

Una vittima dei bulli (foto Internet)
Una vittima dei bulli (foto Internet)

Il toccante racconto di Laura (il nome è di fantasia), 15 anni, che vive e studia in un’altra regione. Un esempio e un aiuto per tutti i ragazzi «soffocati» da compagni cattivi

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO
di Laura

Tutti sono convinti di sapere cosa sia il bullismo, solo perché a scuola, all’ora di religione, sentivano quattro cose al riguardo oppure perché venivano informati dai genitori, ma non è questo sapere cos’è il bullismo. Sono convinta che chi sa per certo cosa ti provoca il bullismo è chi c’è passato, chi almeno una volta ha sentito il suo mondo cadere a pezzi, chi almeno una volta si è sentito solo al mondo, chi almeno una volta non riusciva a trovare una soluzione a tutto il malessere.

Nella mia vita non ho mai classificato una forma di bullismo ad un’altra, come spesso invece si tende a fare, ma sono sicura che quella che ho subito io sia stata, personalmente, tra le più forti. Spesso sento dire “odio la scuola, ci fanno studiare troppo” ma davvero pensate che questo sia il problema più grande? Provate ad immaginare un situazione in cui la scuola diventa l’incubo della vostra vita, la
strada verso una depressione che porta via parte di te… Immaginate, non sembra più quello il problema più grande, vero?

Questo è quello che successe a me. La scuola fu il luogo in cui tutto cominciò.
I problemi iniziarono ad esserci già dalle elementari, più precisamente verso la 4/5 elementare, in quel periodo ero veramente tanto vulnerabile e sensibile, piangevo per le più piccole sciocchezze, ero come una formica in mezzo a tante persone, venivo schiacciata e nessuno se ne accorgeva. A quei tempi mi diedero il soprannome “piantinosa”, potrà sembrare una cosa da niente, ma nel momento in cui sei una piccola
bambina indifesa e questa cosa ti viene ripetuta continuamente, anche solo se esprimi un’opinione e nessuno ti difende, fidatevi di me, diventa una cosa gigantesca.

Decisi comunque di affrontare la situazione, avevo qualche amica, non mi sentivo ancora del tutto sola, cercavo di ignorare il tutto pensando al fatto che poi sarei andata in un’altra scuola, nuove amicizie, niente più problemi. Non fu così, fui tanto ingenua. Il primo anno delle medie, una mia amica veniva presa in giro per una stupidaggine, avvolte mi aggiungevo anche io alla massa, lo facevo raramente ma non mi perdonerò mai per questo. Fatto sta che la cosa finì e lei non fu più presa in giro. Iniziò il secondo anno delle medie, iniziò il mio l’incubo.

Non starò qui a descrivere tutto quello che mi hanno fatto, non ho le forze, ma vi dirò quello che ho provato, così capirete una volta per tutte, che sapere cosa è il bullismo, è questo. La mia vita era come un tunnel senza uscita, in cui ti manca l’aria, in cui ti senti solo, in cui non hai nessuna spalla su cui appoggiarti. Sono stata umiliata, sono stata esclusa, mi hanno fatta sentire sbagliata. Mi hanno portata a pensare che non facevo per questo mondo, e ne ero convinta. Il problema era che la cosa si espandeva anche fuori scuola, su WhatsApp e anche in giro.

Giorno dopo giorno, ora dopo ora, venivo presa in giro. Mi sentivo costantemente soffocare. Non penso che i miei bulli siano state persone cattive, credo solo che
la vita è una scelta e loro hanno deciso di rovinare la mia senza uno scopo, solo per soddisfare il proprio ego. Come vanno descritte le persone così? Se solo avessero provato a conoscermi un minimo, avrebbero notato che ero diversa da quello che dicevano loro e forse le cose sarebbero andate in modo diverso. Entrai in depressione. Ora penserete che io stia solo ingigantendo la cosa, ma non è affatto così. Non uscivo più di casa, ero costantemente triste, non avevo amici, stavo tutto il tempo in camera mia, da dopo
scuola fino al mattino seguente. Mi affacciavo spesso alla finestra e guardavo la gente che si divertiva, era deprimente e lo trovavo ingiusto. Penserete che sia stata una mia scelta stare a casa, ma chi dovevo cercare? Tutti i miei amici mi avevano abbandonata, tutte le persone non volevano avere a che fare con me, era un tormento. Ricordo ancora quando andavo in camera di mia madre in lacrime perché mi avevano di nuovo presa in giro, ricordo ancora la rabbia negli occhi di lei, la tristezza nel suo volto e il suo cuore spento. Mia madre non sopportava il fatto che loro riuscissero ad avere tutto quel potere su di me e allo stesso tempo non sapeva come aiutarmi… Trovai la forza
negli abbracci di mia zia e nelle parole confortanti di mia madre, le persone più importanti della mia vita, mi hanno aiutata a ribellarmi ai miei bulli. Non riesco a trovare le parole giuste per descrivere la mia vita in quel periodo, solo buio, buio totale.

Mi piacerebbe dirvi che la mia vita ora sia cambiata, che non è più tormentata, ma non è così. Ancora oggi se solo ripenso a quei periodi mi viene da piangere, attacchi di panico e rabbia, tantissima rabbia. Mi hanno resa timida e molto sensibile. Mi hanno portata ad avere paura di fare le verifiche scritte solo perché dovrò essere giudicata e tutta la
mia vita è stata un giudizio continuo. Mi hanno portata a non riuscire ad esprimere un’opinione, mi hanno portata ad avere il cuore a mille ogni volta che qualcuno deve rimproverarmi qualcosa. Il mio passato mi sta rovinando il presente. Mi sta limitando in tutto.

Però d’altronde c’è un lato positivo, quello che mi è successo mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire le cose per cui soffrire e quali no. Ho conosciuto nuovi amici che mi hanno resa più felice e forte, mi hanno recuperato dal buco nero in cui mi trovavo e mi hanno portata nel loro mondo, facendomi sentire al sicuro e togliendomi alcuni mostri dall’armadio.

Non vi ho raccontato tutto, perché due anni sono davvero tanti, però spero che voi abbiate capito che il bullismo non è qualche slides sulla lavagna, ma bullismo è sapere cosa ha sentito una persona, cosa le ha provocato e come sta adesso, sappiatelo.

“Non aver paura, in realtà non sei solo , c’è tanta gente che sta passando la stessa tua situazione o forse anche peggio, l’unica cosa che devi fare è essere più forte del tuo dolore”.