A Spoleto: colte sul fatto due donne con un mucchio di precedenti e condanne, una era persino ricercata. In manette entrambe

SPOLETO (Perugia) – A tradirle è stato il trambusto fatto nel mettere a soqquadro l’’appartamento, nella primissima periferia di Spoleto, in cui si erano intrufolate. Il secondo, in realtà, perché prima avevano già provato a ripulirne uno lì vicino. Gli agenti della volante intervenuti sul posto le hanno trovate così: una, di fronte alla porta spalancata, a riempire lo zaino che aveva in spalla; l’altra in camera da letto, ad aprire e rovistare nei cassetti di un mobile. L’appartamento? Totalmente sottosopra e con la porta d’ingresso forzata, con tanto di solchi lasciati da arnesi di scasso a riprova del fatto.

Perquisite, dagli zaini che avevano con loro è cominciato a spuntar fuori di tutto: quattro cacciaviti di grosse dimensioni, due lastre in plastica comunemente utilizzate per l’apertura delle porte, una chiave inglese, 310 euro in vario taglio, monete per circa 12 euro, un orologio e numerosi monili, tra i cui bracciali in oro e un anello con brillanti. Rintracciato dai poliziotti, il proprietario dell’’appartamento in cui sono state sorprese le donne ha riconosciuto la quasi totalità degli oggetti, immediatamente restituiti. E rintracciato anche il proprietario dell’’abitazione attigua, anche questa con con evidenti segni di effrazione sulla porta, dalla quale però non è sembrato mancare nulla, perché al momento disabitata causa lavori.

Portate in questura e identificate

La prima delle due donne fermate è una cittadina croata classe ’1997 già con numerosi precedenti alle spalle: furto in abitazione, porto di oggetti atti a offendere, rapina impropria, rapina aggravata, lesioni.  Non solo. È pure sottoposta, attualmente, alla misura dell’’obbligo di dimora nel Comune di Monselice (provvedimento emesso dal Tribunale della Libertà di Venezia nel novembre dello scorso anno) nonché a quella dell’’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (provvedimento emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Padova nel giugno del 2017).

Persino più grave la posizione della seconda, una macedone del ’1993: anche lei con numerosi pregiudizi per furto in appartamento e porto di oggetti atti a offendere, sulla donna pendevano già due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Ferrara nel maggio 2017 e dal tribunale di Verona nel giugno 2017, entrambe per furto in abitazione. E a suo carico c’era pure un ordine di carcerazione a seguito di provvedimento definitivo di cumulo pene emesso dalla procura di Padova, con condanna a 2 anni, 7 mesi e 20 giorni di reclusione.

Arrestate su disposizione del pubblico ministero Gennaro Iannarone, le due donne sono state giudicate con rito direttissimo nella mattinata di sabato: per entrambe è stata, senza disposta, senza sorprese, la misura della custodia cautelare in carcere.