Dura nota del Pd locale: «Declino culturale ed economico nonostante le molte risorse stanziate da Stato e Regione, oltre 50 milioni di euro»

di Partito Democratico Perugia
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Che Perugia si stesse richiudendo a riccio, «rimirando il proprio ombelico», guardando alle, e dentro, le sue mura è ora molto più di una sensazione, come evidenziato dalle classifiche internazionali e nazionali sugli standard di vita delle città. Ovviamente siamo i primi a dire che non si possono prendere queste classifiche come verità assolute, ma se più indicatori evidenziano fenomeni di chiusura, di arretramento, di inaridimento culturale una sintesi politica deve essere fatta.

Perugia è una città in declino culturale ed economico e non è qui interessante continuare il gioco «di chi è la colpa ?», quello che interessa qui è avere risposte credibili caratterizzate da una decisa assunzione di responsabilità politica da parte di chi governa. Ora sentire parlare di ‘policentrismo’ di ‘regione che non tira’ di ‘crisi che ha colpito maggiormente l’Umbria e/o l’Italia’ testimonia unicamente le difficoltà e le divisioni che attanagliano l’attuale giunta comunale (bilancio, vari progetti urbanistici, dismissioni degli asset pregiati quali minimetrò e le farmacie comunali, solo per fare alcuni sesempi).

I numeri però parlano chiaro, la regione sul piatto di Perugia ha messo complessivamente qualcosa come 30 milioni di euro andando dal progetto degli Arconi, a quelli del Mercato coperto, del Turreno o dell’Auditorium. Soldi stanziati su progetti, in molti casi, preesistenti rispetto all’attuale giunta e verso i quali quest’ultima ha solo svolto opere di maquillage, in alcuni casi peggiorandoli sensibilmente, senza nessuna forma di trasparenza o di partecipazione, figuriamoci processi di coinvolgimento o di apertura internazionale verso professionisti giovani e/o affermati capaci di contribuire nel proporre visioni varie ed alternative della città.

Ma i soldi sul piatto di Perugia non si fermano ai 30 milioni stanziati dalla Regione, ci sono, oltre agli ingenti investimenti nazionali per la fibra ottica, anche i 16 milioni per Fontivegge derivanti dal bando periferie e investiti dall’attuale Governo di Roma. Questo sì un progetto interamente attribuibile all’attuale giunta, valutato in modo mediocre (a differenza del progetto del Comune di Terni) e miracolato da quello che possiamo chiamare come un vero e proprio finanziamento a pioggia messo in atto dal Governo Nazionale. Sarebbe sin troppo agevole ricordare il ben diverso atteggiamento di indifferenza e ostilità dei Governi Berlusconi nei confronti delle Giunte di centrosinistra di Perugia e dell’Umbria, in materia di risorse e di finanziamenti, ma guardando al futuro ci aspetteremmo un cambiamento drastico nel registro politico dell’attuale giunta tenendo ben presente che ‘Civitas est hominum multitudo, societatis vinculo adunata’.

È oramai evidente che gli slogan non bastano e che l’inerzia del centrodestra cittadino sta portando Perugia a un declino inesorabile, non solo come capoluogo di Regione, ma anche come città di riferimento per le sue scelte politiche. Se arrivano così tanti soldi alle città è perché nel nuovo millennio ci si aspetta che le città fungano da traino e da volano dei territori e questo ruolo innovativo mal si concilia con l’immobilismo istituzionale della giunta di Perugia, immobilismo così ben impersonato dal sindaco Romizi. Le città non possono più essere sterili terminali di spesa che si concentrano sulla tutela delle rendite ma devono essere promotori di uno sviluppo partecipato, diffuso su tutto il territorio di loro competenza e capace di fare da traino per le aree limitrofe.

Al Pd cittadino, alla Regione, interessa il rilancio e lo sviluppo di Perugia in questa nuova ottica propulsiva e non la sterile polemica politica che dura un giorno e non porta nessun risultato a favore dei perugini, e neppure interessa la campagna elettorale permanente tanto cara al centrodestra. È ora di far vedere che si sa camminare con le proprie gambe visti i consistenti aiuti (oltre 50 milioni) che i livelli di governo regionali e nazionale hanno stanziato complessivamente su Perugia”. “Prima che sia troppo tardi – conclude il Pd di Perugia – occorre invertire questa tendenza che rende Perugia più piccola e più provinciale, indicando chiaramente una diversa direzione per una città più europea, più aperta, più sicura più equa e più solidale”.