Perugia, il nuovo primario del Pronto soccorso, Groff, con Duca: «Un impegno nei confronti dei cittadini». Una parte della rivoluzione gentile dell’assessore Barberini

di Marco Brunacci

PERUGIA – La battaglia a barella selvaggia nei corridoi non è di oggi. Ma i primi risultati si possono mettere nero su bianco. Il direttore generale dell’Azienda ospedale di Perugia, Emilio Duca, quantifica così: «Quando sono arrivato si assisteva, in presenza di picchi influenzali, anche a 60 letti disposti nelle corsie del Policlinico. Ora si è ad un massimo rilevato di sei letti. La battaglia continua e per questo contiamo molto sul Pronto soccorso».

Oltre che sulla rivoluzione gentile promossa dall’assessore regionale alla sanità Barberini, che vuole arrivare ad avere una rete di medici sul territorio che possano sgravare gli ospedalieri.
E allora, primo passo contro barella selvaggia con la nuova organizzazione del Pronto soccorso: il nuovo primario, Paolo Groff, è stato presentato ai colleghi primari ed è andato subito al sodo: «Noi operatori del Pronto soccorso non dobbiamo avere la sindrome di trovare un letto per la persona che si arriva nella nostra struttura. Dobbiamo avere la serenità e la competenza per stabilire quello che è necessario». E
questo già aiuta ad evitare ingorghi. Ed aiuta a capire che Groff può essere, al di là del Pronto soccorso, «una scelta importante», come detto dal suo più grande sponsor all’ìnterno della struttura ospedaliera, Giancarlo Agnelli.
Groff ha parlato per qualche minuto, con tono piano, all’ora di pranzo, in una saletta dell’ex Silvestrini, ma nessuno (o quasi) è voluto mancare. I colleghi primari hanno ascoltato con attenzione. In prima fila Cavallini, il cardiologo, che sta diventando una colonna portante del sistema ospedaliero e anche dei suoi equilibri politici. Accanto a Cavallini la Pasqualini, facente funzione alla clinica medica e, secondo previsione degli esperti, ancora per molto tempo sulla tolda di comando perché c’è aria di ricorsi a ripetizione tra Pirro e Gresele. E poi Duranti, Cagini e Castrioto, Medicina del lavoro e tutti gli altri.

Due gli assenti di grido, una in missione a Roma (l’icona di Pediatra, Susanna Esposito), sostituta da Farinelli, l’altro il chirurgo Donnini, protagonista della grande guerra del dipartimento di Chirurgia contro l’asse degli storici Puma-Caraffa- Mearini.
Il secondo fronte contro barella selvaggia, la rivoluzione gentile di Barberini, sta per aprirsi. Ma intanto ci sono le prime resistenze su provvedimenti che l’assessorato alla sanità ha proposto per razionalizzare e risparmiare risorse (nel caso specifico 3 milioni e mezzo l’anno): parliamo della riduzione drastica delle analisi improprie nei laboratori periferici. E ieri hanno cominciato a fioccare le interrogazioni nell’Assemblea regionale, segno che quando, in sanità, si toccano posizioni esistenti, c’è sempre una reazione miope che non tiene conto dei reali bisogni della comunità.