Riconfermato anche l’Ufficio di presidenza: i vice sono Marco Vinicio Guasticchi (Pd) e Valerio Mancini (Ln)

PERUGIA – Nella seconda giornata di convocazione l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha proceduto all’elezione del presidente e dell’Ufficio di Presidenza. Sono stati riconfermati, come presidente Donatella Porzi (PD) con 12 voti e 9 schede bianche. E nella successiva votazione, come vicepresidenti Marco Vinicio Guasticchi (PD) e Valerio Mancini (LN), rispettivamente con 10 e 5 voti, mentre le schede bianche sono state 6.

Subito dopo la sua rielezione la presidente Porzi ha espresso «gratitudine ai consiglieri regionali che hanno rinnovato la fiducia all’Ufficio di Presidenza» ricordando che «questi primi due anni e mezzo sono stati un’esperienza esaltante e a tratti complessa, che ho vissuto sempre guidata dalla consapevolezza dell’importanza e della strategicità del ruolo, dell’alto valore istituzionale di tale carica, che ho cercato di ricoprire con serietà e terzietà. E questo è quello che intendo continuare a fare: svolgere il mio ruolo garantendo, nella massima imparzialità, le prerogative di maggioranza e opposizione. In questa prima fase della legislatura abbiamo avviato un processo di riavvicinamento dei cittadini alle Istituzioni, facendo di questo Palazzo la casa degli umbri, un centro privilegiato di discussione e di confronto in cui contribuire a costruire un punto di riferimento in grado di disegnare il futuro della nostra regione. A partire dai temi riguardanti lo sviluppo economico – occupazionale e le problematiche post sisma sui quali, come su altri, maggioranza e opposizione si sono confrontate, ognuna secondo il proprio ruolo, senza perdere mai di vista il bene dell’Umbria che resta l’obiettivo di fondo che da un senso alto e concreto al nostro agire politico istituzionale. Proseguiremo anche nel rendere Palazzo Cesaroni fulcro di azioni di educazione alla cittadinanza e di progettualità che hanno coinvolto i giovani».
Anche il vicepresidente Mancini ha ringraziato i consiglieri per la rielezione, chiedendo di «fare insieme uno sforzo perché si ascoltino le istanze che provengono dai territori. Dobbiamo cercare di essere costruttivi, anche nelle minoranze, tentando di dare soluzioni ai numerosi problemi che abbiamo davanti a noi. Deve esserci unità nel preservare il rispetto dei ruoli».

Prima delle votazioni ci sono stati gli INTERVENTI di alcuni consiglieri.
CLAUDIO RICCI (Rp): «Formalizzo di nuovo la conclusione del mio ruolo di portavoce del centrodestra e liste civiche. Continuerò a svolgere il lavoro di consigliere di opposizione tenendo sempre conto che sono le persone a determinare i ruoli e la loro consistenza. Auspico di poter continuare a dare il mio contributo su temi importanti, quali la ricostruzione post sisma, lo sviluppo economico, i trasporti, tema quest’ultimo che rappresenta una priorità della mia azione politica. Senza dimenticare settori quali il sociale e la sanità, come pure la riorganizzazione delle società partecipate. Annuncio che il mio voto, sia per l’elezione del presidente che dei due vicepresidenti, sarà di astensione, quindi scheda bianca. Questo non perché non ho apprezzato e non apprezzo il lavoro svolto dai componenti dell’Ufficio di presidenza, ma perché sono da sempre sostenitore della rotazione dei ruoli. Auspico infine l’armonizzazione dell’Ufficio, soprattutto quando è chiamato a rappresentare l’intera struttura consiliare».

RAFFAELE NEVI (FI): «Anche a nome dei colleghi della Lega, Fratelli d’Italia e Sergio De Vincenzi prendiamo atto della candidatura a presidente di Donatella Porzi, che tuttavia non voteremo. L’Auspicio è che nella prossima seconda parte della legislatura venga riservata maggiore attenzione al ruolo di quest’Aula. La tendenza vista finora è stata quella di un ruolo prettamente di ratifica rispetto a scelte già fatte dalla Giunta. Bisogna coprire invece un grande spazio di protagonismo nella funzione di indirizzo. Dobbiamo pretendere che sugli atti votati dall’Aula ci sia maggiore attenzione da parte dell’Esecutivo. È necessario verificare l’effettiva attuazione e valutazione delle leggi prodotte. Ci aspettiamo ovviamente che il presidente sia super partes mettendosi al servizio dell’Umbria e non di una coalizione o addirittura di un partito».

ANDREA LIBERATI (M5S): «Oggi assistiamo a una fiction, è stato spartito tutto lo spartibile. Negli ultimi due anni e mezzo c’è stato un ulteriore ridimensionamento dell’Assemblea, con pesantissime ingerenze della Giunta sull’Aula e anche di alcuni gruppi economici, al punto da evitare di protocollare certi atti. Nessuno ha proferito parola su temi cruciali riguardanti gli istituti di credito o la Coop centro Italia. E l’Assemblea è indebolita da troppe assenze e poche leggi, con un andazzo da mercatino. L’impressione è che toccando qualcosa in questa regione venga giù tutto, quindi non si vogliono correre rischi. Il congelamento e la riconferma in blocco dell’Ufficio di presidenza segue logiche utilitaristiche di una élite declinante, anziché il giudizio dei cittadini. No a dinamiche da manuale Cencelli, che non ha a che fare col bene comune. No a manovre di palazzo vecchissime, di partito, lontane da logiche di sviluppo. Una Regione ferma al mesozoico della politica e dell’economia, ma non pare che qui qualcuno ne voglia parlare. Da un anno non si parla più di terremoto. Il M5s esprime il disagio della cittadinanza, di chi vive del proprio lavoro, e lascerà la scheda bianca».

GIANFRANCO CHIACCHIERONI (PD): «Il presidente della Repubblica ha spesso utilizzato il termine democrazia includente. Le istituzioni devono dar voce e rappresentare tutte le istanze di rappresentanza politica del Paese. Però l’Ufficio di presidenza non può avere un’articolazione pubblica in cui si evidenzino ad ogni occasione le posizioni di maggioranza e opposizione. Dobbiamo scegliere, se crediamo che l’autonomia delle istituzioni dipenda da tutti, se occuparci delle leggi, delle iniziative fatte, oppure se utilizzare questo palcoscenico per attività propagandistiche. L’unità dell’Ufficio di presidenza determina l’avvicinamento delle forze che insieme si cerca di includere. Non si deve stare con un piede dentro e uno fuori, bisogna avere la giusta percezione delle istituzioni. Questa Regione non fa solo legislazione ma anche tanta gestione, tanti processi gestionali vengono trasferiti alla Regione dagli enti, mentre a noi spetta la legislazione. Facciamo uno sforzo tutti insieme. Invece in commissione non si fanno interrogazioni perché si vuol far vedere all’esterno il proprio operato. Dobbiamo rafforzare gli uffici di assistenza al Consiglio, monitoriamo cosa sta diventando la Regione in questa fase e facciamo una riflessione per apportare le dovute modifiche. Dal nostro comportamento dipende l’autonomia nostra e dei singoli partiti e da ciò consegue l’autonomia delle istituzioni».

Le schede:
MARCO VINICIO GUASTICCHI (PD). Nato a Umbertide (PG) il 2 dicembre 1962. È laureato in Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Relazioni Internazionali. Giornalista pubblicista è quadro direttivo di un istituto di credito internazionale e dirigente nazionale del sindacato Fabi. Dal 2009 al 2014 è stato Presidente della Provincia di Perugia e Presidente dell’Upi (Unione Province Italiane) dell’Umbria. Dal 15 dicembre 2013 è membro della direzione nazionale del Partito Democratico. Da luglio 2015 è vicepresidente dell’Assemblea legislativa.

VALERIO MANCINI (LN). Nato a Monte Santa Maria Tiberina (PG) il 14 aprile 1965, diploma di ragioniere, opera nel settore del terziario commerciale. È capogruppo della Lega Nord nel Consiglio comunale di Città di Castello dal 2012 e, dal 2014, coordinatore della Lega Nord nella provincia di Perugia. Da luglio 2015 è vicepresidente dell’Assemblea legislativa.

DONATELLA PORZI (PD). Nata a Perugia il 27 marzo 1966, madre di due figli, ha svolto studi classici e si è diplomata all’Isef di Perugia. Nel 2004 eletta consigliere al Comune di Cannara, nominata assessore all’istruzione, alle politiche giovanili e sociali. Dal 1 luglio 2009 al 12 ottobre 2014 assessore provinciale alle politiche culturali, sociali, giovanili, alle politiche europee, alla legalità e alle pari opportunità. Da Luglio 2015 è presidente dell’Assemblea legislativa.

SCHEDA: I 18 PRESIDENTI DAL 1970. Questi i presidenti del Consiglio regionale dell’Umbria che si sono succeduti dall’istituzione della Regione ad oggi: Fabio Fiorelli, Psi (1970-‘77); Settimio Gambuli, Pci (1977-’78); Massimo Arcamone, Pri (1978-‘79); Roberto Abbondanza, Sinistra Indipendente (1979-‘80); Enzo Paolo Tiberi, Pri (1980-85); Giampaolo Bartolini, Pci (1985); Velio Lorenzini, Psi (1985-‘90); Sanio Panfili, Pci (1990-‘91); Claudio Spinelli, Pri (1991-‘92); Mariano Borgognoni, Pds (1992-‘93); Giampaolo Bartolini, Prc (1993); Luciano Neri, Verdi-La Rete (1993-‘95); Gianpiero Bocci, Ppi (1995-‘97); Carlo Liviantoni, Ppi (1997-2000) Giorgio Bonaduce, Pdci-Prc (2000); Carlo Liviantoni, (2000-2004); Mauro Tippolotti, Prc/Se-La Sinistra per l’Umbria (2004-2005 e 2005-2009); Fabrizio Bracco, Pd (2009-2010); Eros Brega, Pd (2010-2015); Donatella Porzi, Pd (dal 2015).

La permanenza ininterrotta più lunga alla presidenza di Palazzo Cesaroni è stata quella di Fabio Fiorelli, sette anni, i primi della Regione. Seguono per durata le presidenze Liviantoni, sette anni in due legislature (con la breve interruzione della presidenza Bonaduce); Tiberi, cinque anni nella Terza legislatura; Eros Brega, cinque anni nella IX legislatura; Velio Lorenzini, che diresse l’Assemblea dal 1985 al ‘90 (escluso un mese all’inizio, con Bartolini); Tippolotti, cinque anni in due legislature. Più complessi gli anni dal 1990 al ‘95 quando si avvicendarono cinque presidenti: Panfili, Spinelli, Borgognoni, Bartolini e Neri.