Una coperta per tentare il suicidio in prigione: detenuto in prognosi riservata

Una prigione
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Sventata la tragedia nell’istituto di Sabbione a Terni. La denuncia del Sappe: «Situazione nelle carceri resta allarmante»

TERNI – Ha tentato di suicidarsi utilizzando una coperta per impiccarsi, ma la tragedia è stata sventata dagli agenti della polizia penitenziaria. È successo sabato pomeriggio nel carcere di Sabbione a Terni.

L’uomo, di origine marocchina, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale, dove si trova attualmente ricoverato nel reparto di Rianimazione con prognosi riservata in condizioni molto gravi, come confermato dall’Azienda ospedaliera di Terni.
Inizialmente sembrava fosse deceduto, ma per fortuna è stato salvato dalla rapidità dei soccorsi. Tra i primi a darne notizia è stato Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, evidenziando come l’uomo si fosse «reso responsabile di eventi critici durante la detenzione, tra i quali l’aggressione a un agente».

Donato Capace, segretario generale del Sappe, ha allora ricordato anche il suicidio avvenuto venerdì a Regina Coeli, sottolineando come «i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari, lasciando isolato il personale di polizia penitenziaria a gestire queste situazioni di emergenza. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 19mila tentati suicidi ed impedito che quasi 145mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze – conclude il leader nazionale del primo sindacato del Corpo -. Il dato oggettivo è che la situazione nelle carceri resta allarmante. Altro che emergenza superata».