La rappresentazione il 26 dicembre, l’1 e il 6 gennaio. Riaperta la “Casa del Signore” che era stata danneggiata dal sisma

ACQUASPARTA (Terni) – Tre appuntamenti, martedì 26 dicembre, lunedì 1 e sabato 6 gennaio per la 24esima edizione del Presepe vivente di Acquasparta organizzato dalla Parrocchia di Santa Cecilia e dalla Confraternita di san Giuseppe con la collaborazione del Comune di Acquasparta e dell’Ente ‘Il Rinascimento ad Acquasparta’ che cura l’omonima festa storica.

Ogni pomeriggio dalle 16.30 i fedeli faranno rivivere le atmosfere dell’antica Betlemme, che secondo la tradizione cattolica diede i natali a Gesù, nella suggestiva cornice di Palazzo Cesi. Accanto alla Natività i volontari (oltre 150 tra attori, figuranti e aiutanti) si impegnano a rappresentare anche momenti di vita quotidiana attraverso i mestieri che per secoli hanno caratterizzato l’economia dei borghi: il fabbro, il falegname, il calzolaio, il barbiere, il cocciaro e tanti altri. I visitatori potranno assistere a gruppi di trenta persone circa alle parti recitate e se la fame chiama ci saranno i giovani della Parrocchia a rispondere con il punto ristoro da loro gestito. Il ricavato della vendita dei prodotti alimentari servirà a finanziare le attività della parrocchia.

«L’anno scorso – ha dichiarato il parroco don Alessandro Fortunati – Acquasparta è stata segnata dal terremoto e diverse costruzioni, compresa la chiesa, hanno subìto danni. Il presepe vivente ha voluto ribadire, così, in quel momento, la voglia di rinascita e il senso di appartenenza alla Comunità. Quest’anno celebriamo la ripresa: sono stati eseguiti lavori di recupero per circa 350mila euro, finanziati in larga parte dall’8 per mille e in misura minore da privati. Si è proceduto con il consolidamento delle volte della Chiesa, il rifacimento degli intonaci e il risanamento di crepe e lesioni dei muri. Siamo stati lieti di poter riaprire la “Casa del Signore” ai suoi fedeli, per la prima volta dopo un anno, sabato 16 dicembre».

«Queste opere – ha aggiunto don Alessandro Fortunati – sono il segno della meta raggiunta con le nostre forze che ci dà fiducia nel futuro di questa Comunità. Una Comunità che vogliamo coinvolgere e unire sempre di più attraverso un’opera di evangelizzazione».