Sisma, termina a Magione la fase di emergenza legata alla presenza di sfollati

I componenti del Coc di Magione
I componenti del Coc di Magione

Da 400 a 35: si chiude con un bilancio positivo a un anno dalla sua attivazione il Centro operativo comunale (Coc)

MAGIONE (Perugia) – Si chiude a circa un anno dalla sua apertura il Centro operativo comunale (Coc) di Magione attivato a seguito dell’emergenza che si è creata con l’arrivo di circa 400 sfollati dalle zone colpite dal sisma dell’ottobre 2016.

In una riunione nella sede comunale, alla presenza di tutti i soggetti che lo compongono, sono state fatte le valutazioni relative alla situazione in atto che vede ancora circa trentacinque persone ospitate in due strutture alberghiere del territorio comunale, dichiarando la conclusione dalla fase di emergenza.

All’incontro sono intervenuti il sindaco Giacomo Chiodini, il maresciallo Roberto Biagini, comandante della stazione dei carabinieri di Magione; Maurizio Fazi, responsabile dell’area lavori pubblici del Comune; Cristina Tufo, assessore del Comune di Magione; Mario Rubechini, responsabile corpo intercomunale polizia Trasimeno nord-est; Fabrizio Alunni, vice presidente Misericordia Magione, Filippo Rigucci, protezione civile, Francesca Panico, Caritas; Francesco Gradassi, ufficio servizi sociali del Comune, Luigi Bufoli, proloco Magione. Del Coc fa parte anche l’Asl per tutti i servizi sanitari.

Positivo il bilancio del lavoro svolto nell’anno di attivazione dai componenti del Coc che, anche con il contributo di associazioni del territorio e di singoli volontari, ha consentito di dare risposte veloci e coordinate a tutte le esigenze delle persone arrivate a seguito del sisma in Valnerina a partire dalla notte del 30 ottobre 2016.
La macchina dell’emergenza, entrata subito in azione proprio con l’attivazione del Coc, consentì la sistemazione nelle diverse strutture alberghiere di tutte le persone arrivate, il reperimento di materiali e mezzi attraverso punti di raccolta di viveri, abiti e quanto altro necessario per rispondere alle necessità di chi, in quel momento, aveva perso tutto; l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, il collocamento nelle strutture scolastiche del territorio e, per i più grandi, nelle scuole superiori; l’aiuto per tutte le esigenze di tipo burocratico legato anche alla perdita, per molti, di tutti i documenti.
Un lavoro che si è arricchito di un grande rapporto umano che ancora lega molti cittadini del Trasimeno alle persone che sono state ospiti in questi luoghi.