Carbonari (M5s): «Slittata nostra interrogazione sul tema. Chiederemo approfondimento da parte delle autorità competenti»

PERUGIA – Il tema è di quelli cari a elettorato e rappresentati M5s. Una vecchio mantra della sinistra, in realtà: il conflitto d’interessi. Vero o presunto nel caso in questione, vorrebbe capirlo la portavoce pentastellata in Consiglio, Maria Grazia Carbonari, firmataria insieme al collega di partito Andrea Liberati di un’interrogazione «sul possibile conflitto di interesse di un dirigente della Regione Umbria, che si sarebbe dovuta discutere» martedì in Assemblea ma che invece è stata «slittata a data da definirsi».

«Purtroppo – spiega Carbonari – sembra che la risposta della Giunta si farà attendere per ancora molto tempo. Per questo, visti i mancati chiarimenti che sarebbero dovuti arrivare dall’Esecutivo di Palazzo Donini, chiederemo un approfondimento anche da parte delle autorità competenti, al fine di verificare la eventuale violazione di norme amministrative e penali».

L’atto presentato dai due consiglieri riguarda il possibile conflitto d’interessi di un dirigente a capo della commissione concorsuale che ha stilato una graduatoria da cui risulterebbero vincitori due progetti presentati da una società di cui sarebbe socia una stretta familiare del dirigente. «Continua senza sosta l’azione del M5S in Umbria finalizzata a far emergere opacità e conflitti di interesse che tengono al giogo da troppo tempo l’intera Regione, che invece dovrebbe garantire a tutti, cittadini e imprese, pari condizioni per competere».

Conclude Carbonari: «Del resto la normativa europea, nazionale e regionale sul tema è chiarissima. E questa vicenda sembra presentare notevoli anomalie che andrebbero chiarite al più presto. Si tratta di un’azione in nome della trasparenza e della legalità. Una vicenda che speriamo possa essere smentita perché, a dispetto delle rassicurazioni della presidente Marini, la squallida e odiosa pratica dei conflitti di interesse più o meno diretti, di cui ci siamo già occupati in varie occasioni, è l’humus per quella mala politica che avvelena il libero mercato e l’economia locale, sempre più debole».